ONG chiedono all’UE di adottare l’Indicatore di Intensità di Carbonio per le navi – In un movimento decisivo verso la sostenibilità ambientale del settore marittimo, cinque organizzazioni non governative ambientaliste hanno unito le forze per esortare la Commissione Europea a compiere un passo significativo nell’integrazione dell’Indicatore di Intensità di Carbonio (Carbon Intensity Indicator – CII) nella legislazione dell’UE. Attraverso una lettera aperta, gruppi influenti come l’Environmental Defense Fund, NABU, Seas at Risk, Opportunity Green e Transport & Environment hanno evidenziato la critica necessità di includere misure di prestazione relative al clima nel processo di ispezione delle navi operanti sotto la bandiera dell’Unione Europea.
L’Importanza del CII
Il CII è una metrica globalmente riconosciuta, introdotta dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) sotto la convenzione MARPOL dal 2023, che valuta l’efficienza delle emissioni di CO2 delle navi. Questa misura è progettata per incentivare operazioni marittime più pulite, attraverso l’adozione di pratiche come lo “slow steaming” (navigazione a velocità ridotta) e l’implementazione di tecnologie di risparmio energetico. Le ONG sostengono che incorporare il CII nella Direttiva sul controllo dello Stato di approdo dell’UE non solo ridurrà l’impatto ambientale del trasporto marittimo ma rappresenterà anche un passo avanti verso la modernizzazione del regime di ispezione portuale dell’Unione.
Sforzi legislativi dell’UE
La Commissione Europea, il 1° giugno 2023, ha già dimostrato il suo impegno verso la sostenibilità marittima presentando un pacchetto legislativo per aggiornare le norme marittime in tema di sicurezza e prevenzione dell’inquinamento. Le proposte mirano a rendere la legislazione dell’UE conforme ai requisiti dell’IMO e a rafforzare il sistema di controllo dello Stato di approdo, essenziale per garantire che le operazioni marittime rispettino elevati standard ambientali.
Benefici ambientali e oltre
Le organizzazioni ambientaliste evidenziano i molteplici vantaggi derivanti dall’adozione del CII. Oltre a ridurre l’impronta di carbonio del settore, la riduzione della velocità delle navi può diminuire significativamente il rischio di collisioni con la fauna marina, ridurre l’inquinamento acustico sottomarino e minimizzare le emissioni atmosferiche nocive per la salute umana. La CII, essendo una metrica basata sugli obiettivi, offre alle compagnie di navigazione la flessibilità di scegliere tra diverse strategie operative e tecnologiche per migliorare le loro prestazioni ambientali.
Prospettive future
L’inclusione del CII nella direttiva UE sul controllo dello Stato di approdo segnerebbe un importante progresso nella regolamentazione del trasporto marittimo, allineando l’Europa con le migliori pratiche globali per la riduzione dell’impatto ambientale delle attività navali. Questa misura non solo migliorerebbe la sostenibilità ambientale ma anche rafforzerebbe la sicurezza marittima, promuovendo una cultura di conformità e responsabilità tra gli operatori del settore.
Le ONG ambientaliste, con il loro appello unanime, sottolineano l’urgenza di affrontare le sfide climatiche globali attraverso azioni concrete a livello di politica marittima. L’adozione del CII da parte dell’UE rappresenterebbe un esempio significativo di come la legislazione possa adattarsi per affrontare le esigenze ambientali del XXI secolo, promuovendo un trasporto marittimo più pulito e sostenibile.
ONG chiedono all’UE di adottare l’Indicatore di Intensità di Carbonio per le navi
