
Il cambiamento climatico ha provocato, tra le altre cose, anche l’innalzamento del mare, complice a sua volta di mutare la geografia terrestre. Cinque piccole isole coralline dell’Oceano Pacifico sono state sommerse dalle acque, di fatto scomparendo. Alcuni studiosi australiani lo hanno decretato facendo riferimento alle isole Salomone dove, a quanto sembrerebbe, l’aumento del livello del mare dal 1994 ad oggi è tra i più rapidi registrati sul pianeta, tra i 7 e i 10 millimetri all’anno. Fortunatamente gli isolotti cancellati dal mare non erano abitati, ma le acque minacciano anche altre sei isole, in due delle quali gli abitanti sono stati costretti a trasferirsi perché interi villaggi erano andati distrutti. Come nell’isola di Nuatambu, sulla quale erano residenti 25 famiglie. Lo stesso destino potrebbe toccare anche ad altri abitanti delle isole Salomone, il cui intero arcipelago conta 640 mila persone. La questione dell’innalzamento marino a causa delle alte temperature è stata parecchio dibattuta durante l’incontro Onu di Parigi sul clima dello scorso mese di dicembre. In quell’occasione gli Stati avevano annunciato l’impegno di stabilire la temperatura globale nei limiti dei 2 gradi centigradi.