Il Coast Guard Global Summit di ieri a Roma ha posto con forza al centro del dibattito il tema della pesca europea sostenibile, un equilibrio complesso tra tutela ambientale, competitività economica e prospettive sociali per le comunità costiere.
Costas Kadis
Il commissario europeo per l’Ambiente, Oceani e Pesca, Costas Kadis, ha ricordato che senza mari sani non c’è futuro per la pesca e che le politiche comunitarie dovranno fondarsi su dati scientifici solidi. Ha richiamato l’esempio del Consiglio di dicembre, in cui sono state introdotte misure più selettive e aree di chiusura per rigenerare gli stock ittici, senza rinunciare a un incremento delle giornate di pesca disponibili. Un segnale, ha spiegato, che è possibile conciliare rigore ambientale e sviluppo economico.
Particolare attenzione è stata dedicata ai pescatori artigianali, che costituiscono oltre tre quarti della flotta europea e circa metà degli occupati del settore. Per loro è in arrivo un dialogo dedicato sulle politiche comunitarie. Kadis ha inoltre sottolineato come il cambiamento climatico e l’arrivo di specie invasive stiano trasformando il Mediterraneo, rendendo urgente un approccio olistico che sarà sostenuto dal nuovo Patto europeo per gli oceani e dal Patto per il Mediterraneo atteso a ottobre.

Francesco Lollobrigida

Anche l’Italia ha portato al tavolo una posizione netta. Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha ribadito la necessità di incrementare le risorse destinate alla pesca nella nuova programmazione europea e di stabilire regole comuni anche con i Paesi extraeuropei del Mediterraneo, per garantire condizioni eque di mercato. Ha inoltre sottolineato che la sostenibilità ambientale non può prevalere sulle esigenze sociali ed economiche, ma deve procedere insieme a esse.
Un altro punto cruciale sollevato dal ministro riguarda il ricambio generazionale: senza un sostegno concreto ai giovani che vogliono entrare nel settore, il futuro delle marinerie rischia di essere compromesso.
Il Summit di Roma ha quindi mostrato una convergenza tra Bruxelles e Roma: la pesca europea sostenibile deve poggiare su basi scientifiche, garantire equità economica e tutelare il ruolo sociale delle comunità costiere. Una sfida complessa, ma essenziale per preservare il Mediterraneo come cuore pulsante dell’economia blu.