Pesca, AIC chiede più tempo per i bandi FEAMPA

L’associazione sollecita un indirizzo nazionale per consentire alle Regioni di prorogare fino a 60 giorni i termini dei bandi in corso. Il tema sarà al centro dell’incontro istituzionale previsto domani mattina a Roma con il Sottosegretario La Pietra

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Il settore della pesca arriva a una fase decisiva dei bandi FEAMPA 2021-2027 in un clima di forte incertezza. Le difficoltà legate al costo del gasolio, le mobilitazioni delle marinerie e il fermo precauzionale di diverse unità navali hanno reso più complessa la programmazione degli investimenti.

È in questo contesto che AIC Pesca ha chiesto al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste di valutare un intervento di indirizzo nazionale per consentire il differimento dei termini dei bandi FEAMPA in corso, fino a un massimo di 60 giorni.

La richiesta non riguarda soltanto una scadenza amministrativa. Al centro c’è la possibilità, per gli operatori, di presentare progetti solidi, aggiornati e sostenibili. Secondo l’associazione, la fase di instabilità attraversata dal comparto ha reso difficile per molte imprese predisporre correttamente piani finanziari e domande di accesso ai fondi.

Il tema sarà portato domani mattina, a Roma, all’attenzione del Sottosegretario di Stato al MASAF Patrizio Giacomo La Pietra, nell’ambito di un confronto istituzionale sulle principali criticità della pesca. Accanto alla questione dei costi energetici, AIC Pesca intende richiamare anche altri nodi strutturali: le difficoltà legate ai visti per i lavoratori extra-UE, il ricambio generazionale, gli effetti della transizione energetica sulle attività di pesca e la governance dei GAL Pesca.

In questo quadro, la proroga dei bandi FEAMPA assume un valore concreto. Senza un differimento dei termini, il rischio è che una parte delle progettualità venga presentata in modo affrettato o che alcune imprese rinuncino a partecipare, proprio mentre le risorse europee dovrebbero accompagnare il rafforzamento della filiera.

Il punto politico e amministrativo riguarda il coordinamento nazionale. Poiché i bandi FEAMPA sono gestiti anche attraverso le Regioni, AIC Pesca ritiene necessario un indirizzo chiaro da parte del MASAF, capace di armonizzare i calendari e offrire agli operatori un quadro omogeneo su tutto il territorio nazionale.

Una proroga generalizzata servirebbe a evitare disparità tra territori e a garantire che le risorse vengano indirizzate verso progetti realmente sostenibili, non costruiti sotto la pressione di scadenze maturate in una fase di forte instabilità.

Chiedere più tempo, quindi, non significa rinviare le scelte. Significa creare le condizioni perché quelle scelte siano più solide. Per molte imprese, sessanta giorni possono fare la differenza tra una domanda incompleta e un progetto coerente con le nuove condizioni del comparto.

La valutazione passa ora al Ministero. Una risposta favorevole potrebbe contribuire a rendere più efficace l’utilizzo dei fondi FEAMPA e rappresentare un segnale di attenzione verso una pesca che chiede di poter programmare il proprio futuro con maggiore certezza.

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