La riduzione delle giornate della pesca è un dibattito da qualche anno molto attivo e vivace in Italia. Da tempo l’Italia chiede all’Europa una riduzione delle giornate della pesca anche per il 2021 previste per il Mediterraneo occidentale, e dunque per il nostro Mare Adriatico. Al Consiglio dei ministri Ue dell’Agricoltura del 15 dicembre 2020 si discusse della proposta di Bruxelles di ridurre del 15% per l’anno prossimo le giornate di pesca, ma l’allora ministra italiana Teresa Bellanova chiese con forza ai colleghi di limitarsi a mantenere anche per il 2021 la sola riduzione prevista per il 2020, quindi del 10%. Con lei si sono schierarono anche Francia e Spagna. Attualmente, la situazione ritorno a preoccupare. I deputati di Fratelli d’Italia Emanuele Prisco e Lucia Albano hanno deciso di ritornare sulla tematica e ribadire le preoccupazioni dei pescatori italiani in rapporto alle politiche comunitarie.
“I ministri Patuanelli e Di Maio nicchiano rispetto alle esigenze dei pescatori e della pesca italiana. Pretendiamo che il governo difenda in sede europea gli interessi delle nostre aziende così come fanno Germania e Francia quando si tratta di tutelare i loro interessi. La riduzione delle giornate di pesca rischia di mettere in grave crisi un comparto che ha già perso a causa della pandemia 1,5 miliardi di euro, ovvero l’80% del suo fatturato annuo e che subisce la concorrenza di paesi terzi come l’Algeria e la Croazia. Fratelli d’Italia chiede che il governo Draghi difenda gli interessi degli italiani e insiste affinché venga istituito un ministero del Mare: le politiche della pesca, delle imprese del mare e della tutela degli equilibri naturalistici devono essere difese con compiutezza“. Così i deputati di Fratelli d’Italia Emanuele Prisco e Lucia Albano, nel corso di un question time in commissione Agricoltura.
Anche le associazioni continuano a premere per condizioni meno stringenti come l’associazione PescAgri, che chiede di evitare di dare un colpo mortale alla filiera ittica, già in forte sofferenza per le pesanti ripercussioni della crisi pandemica.
