In Sardegna vietata la pesca dell’oloturia e dal 22 quella del riccio di mare – Entrato in vigore lo scorso 1 gennaio il Decreto Ministeriale firmato dal sottosegretario di Stato delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Francesco Battistoni, che proroga il divieto di pesca, detenzione a bordo, trasbordo ovvero sbarco di esemplari della classe Holothuroidea (Oloturia – Cetriolo di Mare). La misura era stata precedentemente introdotta fino al 31 dicembre del 2021, dal ministro Teresa Bellanova.
Entrambi i provvedimenti che, contrariamente al solito, annoverano tra le fattispecie punibili anche la cattura accidentale, si sono resi necessari da quando la richiesta dei mercati orientali e una quasi assente regolamentazione sul prelievo di questi echinodermi (di nessun interesse se si eccettua l’utilizzo come esche per il prelievo di saraghi, orate e pagri con i palangari) hanno finito per incentivare una pesca intensiva che ha quasi cancellato queste creature dai fondali di diverse zone d’Italia.
La moratoria, la cui proroga sarà in vigore fino al 31 dicembre del 2022, si va ad affiancare al provvedimento preso recentemente dalla Regione Sardegna che, con la legge LEGGE REGIONALE 22 NOVEMBRE 2021, N. 17 (art. 13 comma 47), ha vietato dal 22 gennaio 2022 e fino al 30 aprile 2024, la raccolta, sia professionale che sportiva, del riccio di mare.
Si tratterebbe – secondo l’assessora regionale dell’Agricoltura Gabriella Murgia – di un fermo necessario per consentire il recupero degli stock e la ricostituzione della risorsa messa a rischio dal massiccio prelievo effettuato negli ultimi anni.
