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I cetrioli di mare diventano oro alimentando la pesca di frodo

Come sostiene uno studio dell'Università di Newcastle, ad oggi diverse specie di questi echinodermi sono in pericolo estinzione.

Redazione by Redazione
22 Aprile 2021
in In evidenza, News, Pesca, Sostenibilità
cetrioli di mare

Grazie a una proroga recente del Mipaaf, per decreto, in Italia c’è il divieto di pesca dei cetrioli di mare ovunque almeno sino al 31 dicembre 2021. Tutelare il mare per permettere ai pescatori di poter riprendere l’attività di pesca del cetriolo di mare appena sarà possibile. Eppure i pescatori di frodo continuano al momento a saccheggiare i fondali per rivenderle sul mercato asiatico. Solo poche settimane fa, a metà marzo, gli uomini della capitaneria di porto di Brindisi hanno intercettato un furgone sospetto con targa greca. A bordo c’erano frutta e verdura e, nascosti fra i bancali, secchi bianchi pieni di cetrioli di mare ancora vivi. Oltre 140 secchi diretti in Grecia e poi in Asia, per un totale di quasi tremila chili di cetrioli di mare pescati lungo le coste pugliesi.

Non è un caso isolato. Soltanto a rivedere le ultime cronache, si registrano casi a Taranto, dove a ottobre 2020 furono sequestrati 80 kg di oloturie pescate illegalmente, e più o meno lo stesso quantitativo è stato pescato anche a febbraio nel Palermitano da pescatori di frodo, e ancora a Porto Cesareo sono stati intercettati bracconieri che si erano impossessati di 140 kg di cetrioli di mare destinati al mercato cinese. Vale al sud come al nord, per esempio al confine con l’Istria, dove sono stati intercettati pescatori pronti a partire dopo aver caricato secchi con oltre 160 chili di cetrioli di mare. Come sostiene uno studio dell’Università di Newcastle, ad oggi diverse specie di questi echinodermi sono in pericolo estinzione o fortemente minacciati proprio a causa della pesca di frodo. In certe zone del mondo, come in Sri Lanka, la loro pesca non sta solo sconvolgendo gli ecosistemi, ma anche le economie di intere popolazioni. Un esempio lo riporta il Guardian che ha raccontato come i cetrioli di mare stiano diventando oro per la criminalità organizzata. Avviene ad esempio in Sri Lanka, in particolare nelle acque di Palk Bay o nella zona del Golfo di Mannar, dove da anni i pescatori locali basavano le loro economie sulla pesca di cetrioli, con equilibri tali da non devastare gli ecosistemi, mentre ora invece nelle stesse acque sono arrivati decine e decine di pescatori di frodo. Oggi, raccontano alcuni pescatori locali al giornale inglese, dopo dieci ore di ricerca si pesca solo una minuscola frazione di quel che si tirava su un tempo. Il cetriolo di mare appartiene alla classe degli echinodermi, invertebrati caratterizzati dalla pelle spinosa, come le stelle e i ricci di mare.  Ha un corpo cilindrico e una lunghezza che varia dai due centimetri al metro e mezzo. La bocca e l’ano sono posizionate alle estremità opposte.

Può essere di vari colori e se minacciato ha un particolare sistema di difesa che consiste nell’espellere gli organi interni in modo da confondere i predatori. Riesce tuttavia a recuperare, rigenerandosi in breve tempo. Le oloturie abitano i fondali marini e per questo sono chiamati animale bentonici. Si trovano in tutto il mondo ma prediligono le aree temperate e tropicali. Sono presenti anche nel Mediterraneo e vicino alle nostre coste.  

Tags: cetrioli di mareMipaafpesca di frosopescatorisostenibilitàSri LankaUniversità di Newcastle
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