Sei organizzazioni del Madagascar chiedono maggiore trasparenza nei negoziati sulla pesca con l’UE

Con una dichiarazione congiunta si critica l'opacità di alcuni accordi con le flotte straniere e anche la mancanza di informazione preventiva alle comunità

organizzazioni del Madagascar

Sei organizzazioni del Madagascar – Alliance Voahary Gasy, Coalition Nationale de Plaidoyer Environnemental (CNPE), MIHARI Network, Rohy, Tafo Mihaavo e Transparency International Initiative Madagascar – hanno firmato una dichiarazione congiunta che chiede una maggiore trasparenza nei negoziati dell’accordo di associazione della pesca sostenibile ( APPS) tra l’Unione europea e il Madagascar.

Nel testo si critica l’opacità di alcuni accordi con le flotte straniere e anche la mancanza di informazione preventiva alle comunità e si chiede più equità e trasparenza per garantire una pesca veramente sostenibile. In tal senso, spiegano che “nel novembre 2020 è scoppiato uno scandalo per la firma, nel 2019, di due accordi e protocolli che consentono a trenta navi appartenenti a investitori cinesi di accedere alle acque malgasce”.

Il CFFA – Coalition for Fair Fisheries Agreements- spiega che in questi casi c’è “una perdita di reddito per il governo malgascio poichè questi protocolli non erano soggetti ad alcun compenso per lo Stato, mentre consentivano l’accesso a molteplici attività di pesca, alcune per le quali vengono normalmente pagate commissioni elevate”.

Nel comunicato, le organizzazioni civili chiedono un’equa compensazione finanziaria per l’accesso alle navi dell’UE nelle acque malgasce e, riconoscendo che il calcolo può essere complesso, ritengono “legittimo per le autorità malgasce chiedere all’UE un’equa compensazione finanziaria che tiene conto del valore del tonno pescato, dei costi di sfruttamento, dei costi di gestione e degli oneri di monitoraggio, controllo e sorveglianza.”

Questo aumento dovrebbe sostenere il Ministero della pesca e dell’economia blu per soddisfare le pressanti esigenze della pesca artigianale in Madagascar e vanno di pari passo con “una migliore responsabilità del governo per l’uso di questi fondi”.

 

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