UNCI Agroalimentare interviene sul decreto che stabilisce limitazioni  nell’attività di pesca al polpo

L'Associazione, auspichiamo in nuove politiche di salvaguardia e di monitoraggio

polpo

Il Polpo (Octopus Vulgaris): pietanza prelibata presente su tantissime tavole italiane durante le festività natalizie e preda ambita non soltanto dai pescatori sportivi ma anche da quelli professionali .
Si tratta di un Mollusco presente in tutti i mari compreso quello Mediterraneo: dunque la pesca al polpo è una pratica particolarmente diffusa tra i pescatori professionali italiani anche se si riscontrano delle prevalenze in Puglia, Campania, Toscana, Sicilia e Sardegna. L’attività di prelievo, che va ad arricchire il mercato alimentare italiano, si svolge durante tutto l’ anno anche se vengono individuati due periodi particolarmente favorevoli. Tra settembre e dicembre si pescano esemplari di piccola taglia ma ugualmente richiesti; tra maggio e luglio si prelevano quantità maggiori di prodotto con   esemplari di taglia più grossa.
La Pesca al Polpo rappresenta dunque una opportunità importante per i pescatori anche se, secondo noi,  sarebbe necessaria  una normativa che andasse  a razionalizzare e a rendere dunque più sostenibile l’attività di prelievo in modo da permettere la sopravvivenza della specie attraverso una riproduzione salvaguardata e monitorata (cosi’ come avviene per altri pesci).
Intanto, proprio a ridosso di Natale, il Sottosegretario di Stato Manzato, ha firmato un decreto che stabilisce delle limitazioni  per quanto riguarda l’attività di pesca al polpo.
Vengono in sostanza stabilite regole precise circa il numero di trappole in plastica che possono essere utilizzate a bordo dei pescherecci e circa la corretta segnalazione delle lenze contestualmente utilizzate.
Sperando che questo sia solo un punto di partenza, come Associazione ci auguriamo che in tempi abbastanza prossimi si possano mettere a punto nuove politiche di salvaguardia, di monitoraggio e il  potenziamento di una risorsa  secondo noi ancora sottovalutata.
Così in una nota UNCI Agroalimentare.
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