ANAPI Pesca ha scelto di allargare il proprio orizzonte e di dirlo con chiarezza nel momento più solenne della sua vita associativa. Il III Congresso Nazionale ha segnato un passaggio politico e organizzativo destinato a incidere sul profilo dell’associazione, con l’approvazione delle modifiche statutarie, del nuovo Codice Etico, del Regolamento interno aggiornato e, soprattutto, con l’ingresso del principio di interprofessionalità nello Statuto.
È questo il punto che dà peso e direzione all’intero Congresso. ANAPI Pesca ha deciso di riconoscersi in una rappresentanza più ampia della filiera ittica, capace di includere produzione, trasformazione, somministrazione, distribuzione e commercializzazione. Una scelta che va oltre il perimetro associativo e intercetta un tema centrale per il comparto: la necessità di costruire un confronto più maturo tra i diversi anelli della catena, in una fase in cui competitività, sostenibilità e capacità di interlocuzione chiedono visione, coesione e strumenti adeguati.
La riforma approvata dall’assemblea rafforza anche l’assetto democratico dell’organizzazione. Le modifiche statutarie prevedono una maggiore partecipazione degli associati ai processi decisionali, introducono cariche onorarie e ribadiscono i principi di autonomia, democrazia e confronto come riferimenti identitari dell’associazione. Il nuovo impianto non si limita quindi a ridefinire le regole, ma prova a consolidare una cultura associativa più ordinata, più trasparente e più coerente con la crescita che ANAPI Pesca rivendica per sé.
Dentro questa stessa cornice si colloca il nuovo Codice Etico, che mette al centro legalità, trasparenza, sostenibilità ambientale ed economica e responsabilità sociale. Sono parole che nel settore ittico hanno un peso concreto, perché toccano il rapporto con il mercato, con le istituzioni, con i territori e con le imprese che operano ogni giorno dentro una filiera complessa. Il Regolamento interno aggiornato accompagna questa impostazione e disciplina con maggiore precisione il funzionamento degli organi associativi, con l’obiettivo di rendere più chiari i processi e più efficiente l’azione dell’organizzazione.
Il Congresso ha rappresentato anche il momento del rinnovo della governance nazionale. Alla Presidenza è stata eletta Annamaria Mele, figura che unisce esperienza nella gestione di processi complessi, progettazione strategica e rapporti istituzionali maturati nel settore ittico. Già Rappresentante Legale e Direttore Generale di ANAPI Pesca, Mele porta in questa nuova fase un percorso costruito tra progetti finanziati da fondi europei e nazionali, attività di alta formazione e interlocuzione con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. La sua elezione restituisce l’immagine di una guida orientata alla costruzione di reti, alla lettura dei processi di filiera e alla definizione di una rappresentanza più strutturata.
Alla vicepresidenza nazionale è stato eletto Alessandro Capelli, pescatore professionista. Una scelta che rafforza la presenza diretta del mondo produttivo dentro la governance dell’associazione e che dà sostanza al richiamo congressuale al confronto tra visione strategica e realtà operativa. In una fase in cui ANAPI Pesca punta a rappresentare l’intera filiera, il legame con la pesca vissuta sul campo resta un elemento decisivo per non perdere contatto con il lavoro quotidiano delle imprese e con le esigenze concrete del comparto.
Il Congresso ha inoltre conferito a Piero Forte la carica di Presidente Nazionale Onorario, riconoscendone il contributo storico alla nascita e allo sviluppo dell’associazione. Un passaggio che assume il valore della continuità istituzionale e del riconoscimento verso una figura che ha accompagnato la costruzione di ANAPI Pesca fin dalle sue fasi iniziali, contribuendo a consolidarne identità e radicamento.
Nelle dichiarazioni diffuse al termine dei lavori, la neo presidente Annamaria Mele ha definito l’introduzione dell’interprofessionalità un salto di qualità per ANAPI Pesca. Ed è una definizione che coglie il cuore politico del Congresso. L’associazione ha scelto di presentarsi come piattaforma unitaria della filiera ittica, con l’ambizione di rendere più forte la rappresentanza e più credibile il dialogo con le istituzioni. In un settore spesso attraversato da interessi diversi, frammentazioni e necessità di sintesi, la formalizzazione di questa impostazione segna un passaggio che merita attenzione.
Il III Congresso Nazionale consegna dunque un’associazione con regole aggiornate, un quadro valoriale più definito e una nuova leadership. Ma soprattutto consegna una linea: spostare ANAPI Pesca verso una rappresentanza di filiera, più larga, più consapevole e più aderente alla complessità del settore ittico. Da qui in avanti saranno i fatti a misurare la portata di questa scelta. Il Congresso, intanto, ha fissato con nettezza la direzione.
