La settima campagna di archeologia subacquea nel Ragusano ha documentato danni provocati dal ciclone Harry al patrimonio sommerso e ha portato all’individuazione di quattro nuove ancore litiche e di elementi lignei lavorati.
Le attività, condotte nell’ambito del Kaukana Project, hanno interessato le acque al largo della provincia di Ragusa e si sono concentrate soprattutto sulla documentazione e sulla salvaguardia dei siti esposti alle mareggiate dello scorso inverno.
Il ciclone ha modificato alcuni fondali
A Kamarina le ricognizioni hanno rilevato un abbassamento del fondale e l’esposizione di numerosi frammenti lignei attribuibili a un relitto post-classico. Sono stati inoltre verificati danni al relitto delle Colonne studiato nelle campagne precedenti.
Una colonna si è spostata di circa mezzo metro
Secondo i ricercatori, una delle due colonne del relitto è stata spostata di circa cinquanta centimetri e diversi elementi del fasciame sono stati divelti. Il sito richiederà quindi monitoraggi e interventi nelle prossime stagioni.
Scoperte anche quattro ancore litiche
Durante la ricognizione del sistema di secche sono state individuate quattro nuove ancore litiche e alcuni elementi lignei lavorati. Nella baia di Porto Ulisse sono stati inoltre recuperati e documentati materiali esposti dalla mareggiata.
Ricerca e tutela diventano inseparabili
La campagna mostra come gli eventi meteo-marini estremi possano incidere direttamente sui siti archeologici sommersi, rendendo necessario integrare ricerca scientifica, mappatura e protezione del patrimonio.
