Blue Day. Due giornate dedicate alla pesca e all’acquacoltura

Il punto di vista di Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale UNCI Agroalimentare

Blue Day

Importantissimi, per l’intero settore ittico italiano (Pesca e Acquacoltura), i due girni del Blue Day di Catania: sostenibilità ambientale e economica, ricambio generazionale, innovazione tecnologica, transizione blu, creazione e gestione di un sistema alimentare sostenibile, sono stati gli argomenti oggetto di confronto e di scambio tra tutti gli attori del settore, comprese le Istituzioni.

Gli Stati Generali della Pesca e dell’Acquacoltura sono un’occasione imperdibile per mettere a punto una strategia gestionale capace di offrire alla pesca italiana una concreta opportunità di ripresa dopo i mesi tremendi della pandemia, e di nuovi approcci per la per una più efficace tutela degli ecosistemi e della risorsa.

La Conferenza, articolata in due sessioni fondamentali, ha visto gli intervenuti confrontarsi sugli obiettivi di sostenibilità individuati attraverso i principi fondamentali della PCP e delle politiche di gestione promosse dalla FAO e dalla CGPM; ma anche sulle esigenze di salvaguardie proprie del Mediterraneo e sulla promozione di un consumo alimentare ittico sano e sicuro.

“Il settore della pesca e dell’acquacoltura, strategico per l’agroalimentare italiano, necessita di un profondo rinnovamento: un rinnovamento endogeno, strutturale, che si realizzi attraverso il ricambio generazionale e l’innovazione tecnologica; è necessario un nuovo approccio, anche culturale, che possa realizzare quella “Transizione Blu” che si pone come obiettivo ormai imprescindibile e vera garante della tutela del mare e della conservazione della risorsa.

I nostri pescatori devono cogliere tutte le opportunità di sostegno, di incentivo e di miglioramento offerte dal PSN, dal PNRR e soprattutto dal FEAMPA. Riguardo a quest’ultimo, la misura di Arresto temporaneo da sola non basta più a sostegno del comparto, ci auguriamo tempi stretti per l’approvazione definitiva del Fondo e l’attivazione di altre importanti misure: penso all’arresto definitivo ma anche e soprattutto agli incentivi per l’ingresso in flotta di nuovi giovani e ai sostegni destinati ai giovani pescatori che vogliono acquistare nuovi pescherecci e migliorare la propria attività; penso alle risorse destinate all’innovazione tecnologica finalizzata non solo alla tutela ambientale ma anche alla tutela della salute del pescatore stesso.

I mesi duri della Pandemia hanno messo a dura prova il comparto ittico italiano, soprattutto la piccola pesca. Il Lockdown e la chiusura completa del canale HO.RE.CA hanno penalizzato i piccoli pescatori italiani che con estrema difficoltà sono riusciti a collocare sul mercato il proprio prodotto, mentre il consumatore finale veniva raggiunto dalla GDO rifornita dalla pesca industriale, spesso straniera. Dunque l’intero settore, ma soprattutto le piccole imprese ittiche, i singoli pescatori, necessitano di una programmazione, coordinata e condivisa, in grado di compensare le gravi perdite di questi mesi e di sostenere e promuovere nuove opportunità di crescita e di sviluppo”.

Così Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale UNCI Agroalimentare.

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