Cala il consumo di pesce nel Regno Unito

Il consumo di pesce nel Regno Unito è diminuito passando da circa 170 g per persona a settimana nel 2006 a 144 g nel 2012, questo è quanto ha sottolineato il dottor Martin Jaffa, (Callander McDowell), intervenendo ad Aquaculture UK 2016. “Le vendite di salmone sono ancora abbastanza stabili ma il pesce bianco ha fatto registrare un importante calo”.

I maggiori consumatori di pesce si collocano tra una fascia d’età che va dai 45 ai 54 anni. Il consumo più basso è attribuito agli under 45. Odore, lische, prezzi elevati e la mancanza di conoscenza su come cucinarlo risultano essere le motivazioni principali per il basso consumo di pesce tra le nuove generazioni che, secondo il dottor Jaffa “tendono ad avere giovani famiglie da sfamare, poco tempo per preparare i pasti e ricercano la convenienza”.

Che cosa si può fare per aumentare il consumo di pesce? “In primo luogo, occorre che l’attenzione cada di nuovo sulla promozione del prodotto ittico. La maggior parte dell’interesse dei media oggi è rivolta verso la sostenibilità e quindi l’interesse è stata deviato dal promuovere il consumo di pesce”, ha detto Jaffa. “ Il pesce, nella sua preparazione, ha bisogno di essere semplificato, più facile e semplice da cucinare, comodo e con un buon rapporto qualità-prezzo. C’è quindi la necessità di concepire prodotti innovativi che soddisfino queste esigenze”.
Secondo il dottor Jaffa, va ripensato anche il posizionamento dei pesci all’interno di supermercati. “I prodotti ittici dovrebbero essere strategicamente posizionati tra gli alimenti convenienti, in modo che la gente realmente ne possa costate il vantaggio economico”. Jaffa sostiene che occorre portare il pesce fuori dal banco e porlo invece tra gli scaffali, accompagnandolo ad un prezzo d’acquisto invitante.

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