Le nuove Consulte Coldiretti per la Pesca e l’Acquacoltura raccoglieranno criticità e proposte provenienti dai territori per trasformarle in richieste da presentare alle istituzioni nazionali ed europee. Per Daniela Borriello, la prima urgenza da affrontare è il caro gasolio.
Dare alle imprese uno spazio stabile di confronto non basta, se le criticità raccolte non diventano proposte operative. È questa la sfida che accompagna la costituzione delle due nuove Consulte nazionali dedicate da Coldiretti alla pesca e all’acquacoltura, riunitesi per la prima volta a Roma.
I due organismi coinvolgono i referenti regionali della pesca e un operatore per ogni regione. Il loro compito sarà far emergere dai territori problemi e possibili soluzioni, per poi portarli ai livelli istituzionali competenti. Nel confronto con Pesceinrete, Daniela Borriello, responsabile nazionale di Coldiretti Pesca, individua già il primo dossier sul quale intervenire: il costo del carburante.
Il caro gasolio è la prima urgenza
“Le prime questioni operative da affrontare riguardano sicuramente il caro gasolio, che purtroppo sta arrivando alle stelle”, afferma Borriello. Il dato da lei riferito è di 1,50 euro al litro, un livello che definisce incompatibile con la sostenibilità economica delle imprese.
Il carburante non è una voce accessoria nel bilancio di un peschereccio. Quando il prezzo aumenta, cresce direttamente il costo necessario per uscire in mare, mentre la possibilità di recuperare la maggiore spesa attraverso il valore del pescato non è automatica.
“Senza il gasolio le barche non possono uscire e non c’è nessuna alternativa”, osserva Borriello. La conseguenza è immediata: se l’attività non riesce più a coprire i costi, parte della flotta può essere costretta a ridurre le giornate in mare o a fermarsi.
Secondo la responsabile nazionale di Coldiretti Pesca, il problema è aggravato dalla durata di una situazione internazionale che inizialmente sembrava temporanea. “Non sappiamo quanto durerà ancora e i prezzi continuano ad aumentare. È un problema enorme e sicuramente il primo elemento da affrontare”.
La richiesta di un “prezzo politico”
La proposta indicata da Borriello è lavorare a un “prezzo politico” del gasolio. L’espressione non identifica ancora uno strumento tecnico definito: potrebbe tradursi in differenti forme di intervento e sarà proprio il confronto con le imprese e con le istituzioni a doverne precisare contenuti, sostenibilità e modalità di applicazione.
“La prima cosa è trovare una possibile soluzione con un prezzo politico, cercare di ragionare e lavorare su questo”, spiega Borriello. La questione, dunque, non consiste soltanto nel compensare una parte delle spese già sostenute, ma nel valutare un meccanismo capace di rendere il costo del carburante compatibile con l’operatività della flotta.
Il primo banco di prova delle Consulte sarà quindi concreto: trasformare una richiesta condivisa dal settore in una proposta praticabile, individuando il livello istituzionale competente e lo strumento più adatto.
Dai territori ai tavoli istituzionali
Le Consulte nascono con l’obiettivo di costruire un collegamento diretto tra le imprese e i luoghi nei quali vengono definite le politiche per il settore. Il percorso descritto da Borriello parte dalla raccolta delle criticità regionali, ma non si ferma alla loro rappresentazione.
“Dal confronto sulle problematiche, ma anche sulle proposte che intendiamo raccogliere attraverso le Consulte nazionali, emergeranno elementi che tradurremo in richieste da sottoporre ai tavoli istituzionali”, afferma.
A seconda della materia, il confronto potrà svilupparsi a livello nazionale oppure europeo. Le istanze raccolte potranno diventare proposte normative, iniziative progettuali o richieste politico-sindacali rivolte alle amministrazioni competenti.
Il valore delle Consulte dipenderà pertanto dalla loro capacità di svolgere due funzioni distinte: restituire una fotografia aderente alle condizioni delle imprese e selezionare soluzioni sufficientemente definite da entrare nel confronto istituzionale.
Semplificazione, reciprocità e origine dei prodotti
Il caro gasolio apre l’agenda, ma non la esaurisce. Borriello indica anche la necessità di intervenire sulla semplificazione burocratica, con particolare riferimento alle numerose disposizioni collegate al Codice della navigazione.
Un secondo ambito riguarda la concorrenza dei prodotti provenienti da Paesi sottoposti a condizioni diverse da quelle applicate alle imprese europee. Tornano così al centro il principio di reciprocità e la corretta comunicazione dell’origine del prodotto.
La richiesta di regole equivalenti per chi opera sul mercato europeo era già stata indicata da Borriello tra le priorità della pesca italiana. Attraverso le Consulte, questo principio dovrà ora essere tradotto in proposte puntuali, distinguendo gli interventi che dipendono dall’Italia da quelli che richiedono una decisione dell’Unione europea.
La nascita dei due organismi apre quindi una fase nuova, ma il risultato non sarà determinato dal numero delle questioni affrontate. A fare la differenza sarà la capacità di stabilire priorità, tempi e interlocutori. Sul primo punto l’indicazione di Borriello è netta: si comincia dal caro gasolio e dalla possibilità delle imprese di continuare a uscire in mare.
