Pesca, chi conosce il settore intervenga adesso

Fino al 27 novembre imprese, pescatori, associazioni, ricercatori e altri soggetti interessati possono contribuire alla valutazione delle regole UE su attrezzi, maglie, aree e modalità di pesca. Esperienza, dati e conoscenze raccolti sul campo possono entrare adesso nel confronto europeo.

consultazione UE misure tecniche pesca

Il settore ha una finestra concreta per portare esperienza, dati e conoscenze nella valutazione delle regole europee sulla pesca. La Commissione raccoglie contributi fino al 27 novembre 2026 sull’applicazione del Regolamento UE 2019/1241 sulle misure tecniche. Le indicazioni ricevute contribuiranno al terzo rapporto sull’attuazione del regolamento, previsto nel 2027.

Chi lavora ogni giorno in mare sa come una regola si traduce nella pratica e quali effetti produce nell’attività quotidiana.

La Commissione ha aperto lo scorso 2 ottobre una consultazione sull’applicazione del Regolamento UE 2019/1241, il quadro delle misure tecniche che disciplina aspetti molto concreti dell’attività di pesca: come, dove e quando si può pescare, dalle dimensioni delle maglie alle caratteristiche degli attrezzi, fino alle aree soggette a restrizioni.

La scadenza è il 27 novembre 2026.

Per imprese, pescatori, organizzazioni professionali, ricercatori e altri soggetti che hanno maturato esperienza sul campo, la questione è concreta: ciò che merita di essere portato all’attenzione delle istituzioni europee va documentato e rappresentato adesso.

Una finestra aperta alla conoscenza del settore

La Commissione invita a partecipare l’industria della pesca, le organizzazioni non governative, il mondo accademico e scientifico, le parti sociali ed economiche e i cittadini interessati.

Anche la struttura del questionario chiarisce la portata del confronto. Le sezioni riguardano i modelli di pesca, le misure relative alle specie sensibili, l’attività di pesca, la ricerca scientifica e l’attuazione del regolamento.

Sono temi sui quali la conoscenza operativa può aggiungere elementi che difficilmente emergono da una lettura esclusivamente normativa.

Come funziona una determinata misura nelle condizioni reali di pesca? Quali risultati produce un attrezzo più selettivo? Quali criticità emergono nell’applicazione? Quali sperimentazioni hanno dato risultati? Esistono soluzioni tecniche capaci di raggiungere gli obiettivi di tutela con maggiore efficacia?

Sono queste le informazioni che possono dare sostanza alla consultazione.

Dall’opinione all’esperienza documentata

Per chi decide di partecipare, il valore del contributo sta soprattutto nella sua concretezza.

Un’impresa può portare l’esperienza maturata nell’utilizzo degli attrezzi. Un pescatore può descrivere gli effetti osservati nelle diverse aree e attività. Un’organizzazione può raccogliere criticità comuni a una flotta o a una marineria. Il mondo scientifico può offrire risultati, dati e sperimentazioni.

Più un contributo riesce a spiegare cosa accade, dove accade, con quali effetti e sulla base di quali evidenze, più offre elementi utili alla valutazione.

Il questionario della Commissione europea consente di partecipare direttamente alla consultazione.

Per il Mediterraneo il passaggio conta

Il tema assume un peso particolare nel Mediterraneo, dove le misure tecniche si intrecciano con caratteristiche degli attrezzi, selettività, restrizioni spaziali e temporali, protezione delle aree di riproduzione e tutela delle specie sensibili.

Il precedente rapporto della Commissione, pubblicato nel 2024, offre un punto di riferimento preciso. Sulla base dell’analisi allora disponibile, nel Mediterraneo 2 dei 10 stock esaminati presentavano una selettività migliore rispetto al parametro utilizzato per valutare la protezione dei giovanili.

Lo stesso rapporto registrava, tra il 2022 e il 2024, l’avvio da parte degli Stati membri di sperimentazioni su attrezzi più selettivi ed efficienti, comprese differenti configurazioni delle maglie negli attrezzi demersali e nelle reti fisse e soluzioni innovative.

Il rapporto del 2027 dovrà quindi verificare anche ciò che è accaduto nel frattempo.

Il confronto si inserisce inoltre in una fase più ampia di verifica degli strumenti europei di gestione della pesca. Anche la revisione dei piani pluriennali di gestione pone al centro il rapporto tra sostenibilità, evidenze scientifiche e applicabilità delle regole nella realtà delle flotte.

Il momento per portare i fatti è adesso

Qui sta il valore della consultazione per chi opera nel settore.

Le regole vengono valutate anche attraverso le informazioni disponibili nel momento in cui quella valutazione viene costruita. Portare al confronto europeo esperienze operative, criticità documentate, sperimentazioni e soluzioni consente di arricchire il quadro sul quale sarà costruita la valutazione.

Per questo la scadenza del 27 novembre va letta come un appuntamento per chi possiede qualcosa di concreto da portare.

Chi ha verificato che una misura funziona può documentarne i risultati. Chi incontra una criticità applicativa può descriverne gli effetti. Chi ha sperimentato un attrezzo o una soluzione più efficace può presentarne le evidenze. Chi studia questi fenomeni può mettere a disposizione dati e conoscenze.

Il rapporto arriverà nel 2027. La raccolta degli elementi che contribuiranno a costruirlo è aperta adesso.

Per la pesca italiana significa avere davanti una possibilità precisa: portare nel confronto europeo anche ciò che accade realmente sulle imbarcazioni, nelle marinerie e nelle diverse attività di pesca del Mediterraneo.

Chi ha esperienza, conoscenze e dati utili da mettere sul tavolo europeo ha tempo fino al 27 novembre. Questo è il momento per farlo.

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