Il MASAF ha riconosciuto 6.994.671,92 euro di credito d’imposta a 1.937 domande presentate dalle imprese della pesca. L’aliquota resta al 20%, senza riduzioni. Le istanze complessive sono 2.122: quelle non comprese nel primo elenco restano sottoposte a istruttoria. Il credito sarà utilizzabile in compensazione tramite F24 entro il 31 dicembre 2026, dopo l’attivazione del codice tributo dell’Agenzia delle Entrate.
Dallo stanziamento si passa agli importi effettivamente riconosciuti. Il nuovo decreto della Direzione generale della Pesca marittima e dell’Acquacoltura del MASAF approva il primo elenco dei beneficiari del contributo straordinario introdotto per compensare parte dei maggiori costi sostenuti per il carburante.
La misura riguarda gli acquisti di gasolio e benzina effettuati nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, documentati dalle relative fatture e considerati al netto dell’IVA. Il plafond disponibile è di 10 milioni di euro.
Primo elenco: 1.937 domande e 6,99 milioni riconosciuti
Al Ministero sono pervenute 2.122 istanze. Per 1.937 è stata accertata la presenza dei requisiti di ammissibilità, con un credito complessivamente riconosciuto di 6.994.671,92 euro.
Il provvedimento completa il quadro seguito da Pesceinrete già a luglio, quando era emerso che la dotazione disponibile avrebbe consentito di mantenere l’aliquota massima. Ora il passaggio successivo è compiuto: sono definiti beneficiari e importi della prima tranche. Gasolio pesca, credito d’imposta al 20% per tutte le domande presentate
Le 185 istanze restanti non sono respinte
Per differenza, sono 185 le domande non comprese nel primo elenco. Il dato non equivale però a 185 esclusioni.
Il decreto precisa che per la restante parte delle istanze il MASAF procederà con un supplemento istruttorio. Le domande che risulteranno ammissibili saranno inserite in un successivo decreto.
Aliquota piena al 20%, senza riproporzionamento
Per le imprese già ammesse viene confermata integralmente l’aliquota del 20%. Il Ministero ha infatti verificato che la disponibilità finanziaria è sufficiente a coprire l’aliquota massima prevista dalla legge, evitando una riduzione proporzionale del beneficio.
Gli atti e la documentazione della misura sono disponibili nella pagina istituzionale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste dedicata al credito d’imposta per gasolio e benzina delle imprese ittiche. Credito d’imposta per gasolio e benzina – MASAF
F24 entro il 31 dicembre e tetto di 50.000 euro
Il credito non viene erogato direttamente alle imprese. Potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione mediante modello F24 entro il 31 dicembre 2026, a partire dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento con cui l’Agenzia delle Entrate comunicherà il relativo codice tributo.
La misura opera inoltre nel quadro temporaneo europeo per gli aiuti di Stato adottato in risposta alla crisi in Medio Oriente, che prevede per questa disciplina un limite nominale complessivo di 50.000 euro per impresa.
Il decreto rende così misurabile la prima tranche dell’intervento: quasi 7 milioni di euro riconosciuti sulle spese di carburante sostenute in tre mesi del 2026. Un sostegno circoscritto nel tempo, che interviene su una delle principali voci di costo della pesca senza esaurire il più ampio problema della pressione energetica sulla redditività delle attività in mare.
Il Ministro Lollobrigida
“Con l’adozione di questo decreto confermiamo, ancora una volta, l’attenzione costante e concreta del Governo Meloni e del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste verso il mondo della pesca, settore strategico per l’economia e l’identità della nostra Nazione”, dichiara il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
“Si tratta di un’ulteriore misura fondamentale di sostegno per le nostre imprese ittiche, pensata per calmierare l’impatto del caro carburante e dare respiro a migliaia di lavoratori. Il Governo Meloni lavora ogni giorno al fianco degli operatori della filiera per difendere la sovranità alimentare italiana, tutelare il lavoro e garantire la continuità produttiva e la competitività delle nostre eccellenze sul mercato”.
