Crisi carburante, flotte ferme in Europa: l’allarme di Europêche

Prezzi del gasolio in aumento del 70% e costi fuori controllo: il settore pesca chiede misure urgenti all’UE per evitare il collasso operativo

Crisi carburante pesca europea

Europêche, l’organismo rappresentativo dell’industria della pesca europea, ha incontrato ieri il Commissario Kadis per affrontare la crescente crisi dei prezzi del carburante, avvertendo di una situazione urgente e in rapido peggioramento per la flotta dell’UE.

Durante l’incontro, il settore ha evidenziato che i prezzi del carburante sono aumentati di oltre il 70% nel giro di pochi giorni, raggiungendo in molti porti europei circa 1,3 euro al litro, rispetto a una media precedente di circa 0,5 euro. In combinazione con l’aumento dei costi logistici, tra cui forti rincari del trasporto merci e difficoltà nei cambi di equipaggio, i costi operativi stanno ormai superando i ricavi per molte imprese della pesca.

“Non è più un rischio — è una realtà”, ha dichiarato Javier Garat, Presidente di Europêche. “Stiamo assistendo al fermo immediato delle flotte, all’interruzione delle catene di approvvigionamento dei prodotti ittici e a gravi perdite di reddito per pescatori ed equipaggi”.

Pur riconoscendo gli sforzi di alcuni Stati membri nell’introdurre rapidamente misure di sostegno d’emergenza, il settore ha sottolineato che le risposte restano frammentate, insufficienti e di breve periodo e, in alcuni casi, richiedono persino l’autorizzazione dell’UE. È quindi fondamentale una risposta coordinata a livello europeo.

Principali richieste alla Commissione europea

Il settore ha invitato la Commissione ad attivare con urgenza un pacchetto completo di misure di emergenza, tra cui:

Appello a un’azione immediata dell’UE

Il settore della pesca ha evidenziato la gravità e l’urgenza della situazione, sottolineando che, in linea con gli appelli del Parlamento europeo, questa crisi richiede una risposta pari per rapidità e ambizione a quelle adottate durante la pandemia di COVID-19 e la crisi ucraina.

“Abbiamo bisogno subito di strumenti di emergenza per mantenere le imbarcazioni in mare, salvaguardare i posti di lavoro e garantire l’approvvigionamento di prodotti ittici ai nostri mercati. Per i pescatori, aumenti dei costi di questa entità non possono essere trasferiti ai consumatori”, ha ribadito Garat.

Il settore ha riconosciuto gli sforzi della Commissione per attivare misure di sostegno nell’ambito dell’EMFAF, ma ha sottolineato che queste devono essere accompagnate da ulteriori risorse di bilancio e da una maggiore flessibilità per gli Stati membri nel riallocare rapidamente i fondi.

Alla luce dell’incontro, Europêche si aspetta che vengano presentate misure concrete senza indugio, soprattutto in vista del prossimo Consiglio AGRIFISH della settimana prossima. In questo contesto, il settore ha sottolineato l’importanza che il Commissario assuma un ruolo guida insieme agli Stati membri per accelerare l’adozione delle misure di emergenza, garantendo al contempo un rapido coordinamento con gli altri Commissari per affrontare i vincoli legati alle norme sugli aiuti di Stato, anche attraverso soluzioni sia orizzontali sia specifiche per il settore.

Infine, il settore si aspetta che la DG MARE proceda con urgenza a una rivalutazione e a un monitoraggio quotidiano della situazione socio-economica della flotta, al fine di consentire interventi tempestivi ed efficaci.

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