La Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo della FAO ha inaugurato ufficialmente il 4 settembre 2026 a Spalato, in Croazia, l’Unità tecnica per il Mare Adriatico. La struttura sosterrà la cooperazione scientifica, l’attuazione delle misure di gestione e il coordinamento tra i sei Paesi rivieraschi, compresa l’Italia.
Alla cerimonia del 4 settembre a Spalato per l’inaugurazione ufficiale dell’Unità tecnica per il Mare Adriatico della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM, GFCM nell’acronimo inglese) hanno partecipato il direttore generale della FAO Qu Dongyu, il segretario di Stato croato Ivan Matijević, la direttrice dell’Istituto di oceanografia e pesca Živana Ninčević e il segretario esecutivo della GFCM Miguel Bernal.
La GFCM indicava già nel 2025 che l’Unità tecnica era attiva a Spalato dal 2022; la cerimonia del 4 settembre 2026 ne ha segnato l’inaugurazione ufficiale. Il passaggio consolida quindi un presidio permanente dedicato a un bacino nel quale stock condivisi e problemi di gestione richiedono coordinamento tra Paesi.
Un presidio permanente per i sei Paesi dell’Adriatico
L’Unità tecnica dovrà migliorare il coordinamento tra Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Italia, Montenegro e Slovenia. Le attività comprenderanno cooperazione scientifica, raccolta e condivisione dei dati, valutazione degli stock, sviluppo delle competenze tecniche e sostegno all’attuazione delle misure di gestione adottate dalla GFCM.
Per il settore ittico italiano il punto centrale è la possibilità di avvicinare il lavoro scientifico alle decisioni che incidono concretamente sulle attività di pesca. Nell’Adriatico la gestione riguarda risorse condivise, come piccoli pelagici e specie demersali, e comprende limiti di cattura, riduzioni dello sforzo, chiusure spazio-temporali e zone di restrizione della pesca (FRA).
La presenza stabile a Spalato può rendere più continuo il confronto tra ricercatori, amministrazioni e operatori dei diversi Paesi. L’Unità non adotta autonomamente misure di gestione: la sua funzione è rafforzare le basi scientifiche e sostenere l’attuazione coordinata delle misure di gestione adottate dalla Commissione.
Dati comuni per decisioni che superano i confini nazionali
La gestione di stock condivisi richiede dati comparabili e utilizzabili in un quadro comune. MedSea4Fish punta proprio a ridurre le differenze tra i Paesi in termini di conoscenze, competenze e infrastrutture.
L’Unità contribuirà al programma sostenendo competenze tecniche, capacità istituzionale e condivisione delle conoscenze nella subregione. MedSea4Fish comprende attività di raccolta dei dati, indagini scientifiche, valutazioni degli stock e analisi biologiche e socioeconomiche, che contribuiscono a rafforzare la qualità dei pareri scientifici utilizzati nel processo decisionale della GFCM.

Mediterraneo e Mar Nero: biomassa in aumento, ma il 52% degli stock resta sovrasfruttato
L’inaugurazione ufficiale dell’Unità tecnica di Spalato arriva dopo un decennio di rafforzamento della gestione nel Mediterraneo e nel Mar Nero. Tra il 2013 e il 2023, secondo la FAO-GFCM, la biomassa delle specie commerciali valutate è aumentata complessivamente di circa il 25%, mentre la quota degli stock sovrasfruttati è scesa dall’87% al 52%.
I numeri descrivono l’intera area di competenza della GFCM e non possono essere attribuiti automaticamente al solo Adriatico. Indicano tuttavia che i piani di gestione, le limitazioni dello sforzo di pesca e le misure spaziali possono produrre risultati quando sono sostenuti da dati affidabili e applicati con continuità.
L’Adriatico ha avuto un ruolo anticipatore: nel 2013 vi è stato adottato il primo piano pluriennale della GFCM, dedicato ai piccoli pelagici, con acciuga e sardina al centro. Negli anni successivi sono state introdotte misure per gli stock demersali e zone di restrizione della pesca come la Fossa di Pomo e il Canale d’Otranto. Anche le decisioni adottate dalla CGPM nel 2025 hanno interessato direttamente lo sforzo di pesca e la protezione dello scampo nel bacino.
Per l’Italia la prova sarà nell’applicazione delle misure
Il valore dell’Unità tecnica di Spalato dipenderà dalla capacità di ridurre le distanze tra ricerca, decisioni internazionali e applicazione nazionale. Per le marinerie italiane questo può favorire valutazioni più comparabili con quelle degli altri Paesi e un coordinamento più stretto nell’attuazione delle regole.
Il miglioramento registrato a livello regionale non elimina le criticità: nell’intera area di competenza della GFCM, il 52% degli stock valutati risulta ancora sovrasfruttato. L’efficacia dell’Unità dovrà quindi emergere dalla qualità e comparabilità dei dati raccolti e condivisi, dalla tempestività del supporto tecnico e dalla capacità di sostenere misure comprensibili, verificabili e attuate in modo coordinato nei diversi Paesi dell’Adriatico.