Gamberi: l’UE accelera sulle importazioni e sugli standard

Domanda in crescita, Ecuador dominante e nuovi requisiti di benessere animale ridisegnano la competizione globale

importazioni UE di gamberi

Secondo l’analisi di Shrimp Insights sulle importazioni UE di gamberi, nei primi dieci mesi del 2025 il mercato europeo ha assorbito circa 374.500 tonnellate di gamberi bianchi congelati e prodotti trasformati. Si tratta di un aumento del 18% rispetto allo stesso periodo del 2024. In termini di valore, le importazioni hanno raggiunto 2,35 miliardi di euro, segnando una crescita del 21% e confermando un trend di domanda in vigorosa espansione, spinto soprattutto dai Paesi dell’Europa meridionale e nord-occidentale.

La distanza fra i fornitori si allarga

L’Ecuador ha consolidato la propria posizione di primo fornitore con oltre 203.700 tonnellate e un incremento del 37%, distanziando in modo significativo gli altri esportatori. L’India ha registrato una crescita del 33%, arrivando a circa 51.500 tonnellate, mentre il Vietnam ha raggiunto quasi 46.000 tonnellate, in aumento del 12%. La distanza tra India e Vietnam rimane contenuta, ma il divario con l’Ecuador continua ad ampliarsi grazie alla sua capacità produttiva e alla solidità delle certificazioni di sostenibilità.

Il benessere animale diventa un requisito tecnico

Dal 2026, molte delle principali catene della grande distribuzione nell’Unione europea e nel Regno Unito introdurranno nelle loro politiche di acquisto l’obbligo che i gamberi d’acqua calda siano completamente storditi, generalmente tramite elettricità, prima della fase di raffreddamento nel ghiaccio. Il metodo tradizionale dello shock termico sarà progressivamente escluso dagli standard richiesti ai fornitori.

L’adeguamento non può essere affrontato con documenti o certificazioni formali: servono investimenti reali in tecnologie di stordimento, revisione delle procedure operative e maggiore controllo sulle fasi di trasporto e gestione dei gamberi vivi. Il costo di una linea di produzione dotata di sistemi elettrici adeguati è elevato e incide in modo significativo in un contesto di margini compressi.

Una nuova competizione sul mercato europeo

L’introduzione di requisiti tecnici più stringenti può trasformarsi in un vantaggio per i paesi con filiere integrate e alti tassi di certificazione. L’Ecuador, già leader assoluto nelle importazioni UE di gamberi, beneficia di sistemi produttivi a ciclo chiuso che facilitano l’adozione delle nuove tecnologie. Anche l’India, sostenuta dalle economie di scala, continua a rafforzare la propria presenza in Europa.

Il Vietnam mantiene un ruolo di primo piano. Secondo i dati della dogana vietnamita, nei primi undici mesi del 2025 le esportazioni di gamberi verso l’UE hanno superato i 562 milioni di dollari, segnando una crescita del 22% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, senza un adeguamento rapido agli standard di benessere animale, questa dinamica positiva rischia di non consolidarsi nel medio periodo.

Adattarsi per restare competitivi

Il benessere animale non è più un tema legato alla reputazione o alla responsabilità sociale, ma una condizione effettiva di accesso al mercato. Per l’industria vietnamita dei gamberi – ma anche per altre realtà asiatiche – la sfida consiste nel sostenere gli investimenti necessari senza ampliare il divario tra grandi imprese e piccole e medie aziende esportatrici.

La definizione di linee guida nazionali, lo sviluppo di standard tecnici uniformi e l’attivazione di strumenti finanziari dedicati all’innovazione rappresentano elementi chiave per accompagnare la transizione. La capacità di competere nell’UE dipenderà dalla rapidità con cui le filiere sapranno adottare i nuovi requisiti, mantenendo allo stesso tempo livelli competitivi di prezzo e qualità.

Le importazioni europee di gamberi continuano a crescere, ma lo scenario competitivo sta cambiando rapidamente. I nuovi requisiti di benessere animale rappresentano una soglia tecnica che ridisegnerà gli equilibri tra i principali esportatori. La crescita futura dipenderà dall’abilità dei paesi fornitori di coniugare innovazione, efficienza produttiva e conformità agli standard richiesti dai retailer europei, sempre più determinanti nella definizione delle condizioni di accesso al mercato.

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