Inquinamento da microplastiche: una sfida globale – L’inquinamento da microplastiche rappresenta una delle minacce ambientali più pressanti del nostro tempo, influenzando ecosistemi su scala globale, dalle remote cime montuose alle profondità oceaniche. Questo problema complesso, che coinvolge piccole particelle di plastica provenienti dalla degradazione di oggetti più grandi o dal rilascio diretto nell’ambiente, richiede una scienza sofisticata e un monitoraggio accurato per essere pienamente compreso e efficacemente contrastato.
La gravità della situazione è stata al centro di una sessione dedicata durante l’evento satellite “Global Awareness, Research Activities and Networking to Address Oceanic Microplastic Pollution“, tenutosi il 9 aprile nell’ambito della Conferenza del Decennio degli Oceani delle Nazioni Unite e della Settimana dell’Oceano a Barcellona. L’evento è stato organizzato da NORCE e dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), con la collaborazione di diverse organizzazioni partner.
Il principale pericolo delle microplastiche risiede nella loro capacità di contaminare acqua, suolo e aria, portando sostanze chimiche nocive attraverso la catena alimentare fino a noi umani. Le ricerche indicano che queste particelle interrompono il sistema digestivo degli organismi marini e si bioaccumulano, con possibili effetti dannosi anche per l’uomo.
Durante la conferenza, esperti come James Clark del Plymouth Marine Laboratory e Alessio Gomiero del Centro di ricerca norvegese hanno sottolineato l’urgenza di una cooperazione internazionale più stretta e di una regolamentazione congiunta. Hanno evidenziato la necessità di accelerare la ricerca scientifica per capire meglio l’impatto delle sostanze chimiche legate alle microplastiche e di aumentare la capacità di monitoraggio su scala globale.
L’importanza di affrontare il problema delle microplastiche è stata ulteriormente rafforzata dalla proposta di un Trattato Globale sulla Plastica, supportato nel 2022 da 75 Stati membri delle Nazioni Unite. Questo trattato mira a ridurre le emissioni di plastica e microplastica, che spesso finiscono per danneggiare paesi diversi da quelli che le hanno prodotte.
Il crescente interesse per le microplastiche ha anche spinto a nuove iniziative normative, necessarie per rimanere aggiornati sui progressi scientifici riguardanti la tossicità e le dinamiche di trasporto di queste particelle. Emergono continuamente nuove aree di ricerca che esplorano l’impatto di diverse forme di plastica degradata, dalle particelle di pneumatici a quelle di vernice.
L’evento ha anche offerto l’opportunità di discutere successi e strategie future nel monitoraggio dell’inquinamento da plastica marina. Tra gli speaker vi erano Florence Descroix-Comanducci dell’AIEA e Keshnee Pillay del Dipartimento di Silvicoltura, Pesca e Ambiente del Sudafrica, che hanno condiviso esperienze e piani per migliorare la raccolta di dati e la metodologia di ricerca.
Il problema delle microplastiche richiede un impegno globale e multisettoriale per essere affrontato efficacemente. La collaborazione internazionale, l’innovazione nella ricerca e una regolamentazione informata sono fondamentali per proteggere la salute degli ecosistemi marini e umani da questa sfida ambientale in continua evoluzione.
Inquinamento da microplastiche: una sfida globale
