Economia e Diritto | Lampedusa, pescatori fermi contro il caro carburante

Barche ferme alle Pelagie. Cogepa segnala gasolio fino a 1,80 euro al litro e chiede un confronto urgente con la Regione sulle misure di sostegno alla marineria.

Barche ferme a Lampedusa per una protesta contro il caro carburante. Il Cogepa delle Pelagie segnala un prezzo del gasolio per la pesca che, secondo l’associazione, può arrivare fino a 1,80 euro al litro e chiede un incontro urgente con la Regione.

La marineria di Lampedusa ha fermato le imbarcazioni per richiamare l’attenzione sull’aumento dei costi del carburante. La protesta è stata promossa dal Cogepa di Lampedusa e Linosa, che rappresenta la quasi totalità della flotta delle Pelagie e descrive una situazione economica sempre più difficile per le imprese di pesca locali.

Alle Pelagie il carburante costa di più

Secondo il presidente del Cogepa Totò Martello, il gasolio per le imbarcazioni avrebbe nelle Pelagie un costo sensibilmente superiore rispetto alla media siciliana. L’associazione indica valori fino a 1,80 euro al litro, a seconda della quantità acquistata, contro una fascia di 1,30-1,40 euro indicata come riferimento regionale.

Fino a 700 euro per una notte di pesca

Il Cogepa stima che, con i prezzi attuali, un peschereccio possa arrivare a spendere fino a 700 euro di carburante per una notte in mare. Si tratta di una valutazione fornita dall’associazione e non di un costo uniforme per tutte le unità, ma il dato rende evidente il peso che l’energia può avere sui margini economici della pesca insulare.

La richiesta è un confronto con la Regione

Il Cogepa ha chiesto un incontro urgente con l’assessorato regionale alla Pesca per discutere possibili misure di sostegno. La protesta arriva mentre la Regione ha già definito nuovi interventi contro il caro carburante destinati alle imprese agricole e della pesca, con 5 milioni di euro riservati al comparto ittico.

Per Lampedusa pesa anche l’insularità

Alla questione del carburante si aggiungono, secondo gli operatori locali, altri costi specifici legati alla condizione insulare. La marineria segnala anche danni alle reti provocati da relitti e imbarcazioni disperse nei fondali. Il confronto con la Regione dovrà quindi chiarire se e come gli strumenti già previsti possano incidere concretamente sulle condizioni operative delle imprese delle Pelagie.

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