Gravissimo l’episodio registrato a 70 miglia a nord est di Tripoli che ha visto il ferimento del comandante di un peschereccio della marineria di Mazara del Vallo.
La Guardia Costiera libica ha esploso alcuni colpi di arma da fuoco contro 3 pescherecci italiani abitualmente operanti al largo di Misurata.
Le autorità libica hanno precisato che si trattava di colpi di avvertimento sparati in aria e riferiti a non autorizzati nell’ area dunque non miranti a colpire i pescherecci e dunque gli equipaggi. Sta di fatto che nella zona è intervenuta la fregata Libeccio il cui medico di bordo ha prontamente prestato assistenza al pescatore ferito per fortuna in maniera lieve.
“Per l’ennesima volta la nostra marineria siciliana è rimasta vittima di un episodio ingiustificato e ingiustificabile. Esprimo piena solidarietà al comandante Giacalone in primi, ma anche a tutti gli uomini rimasti coinvolti nell’episodio. Non accenna a ridimensionarsi l’instabilità che caratterizza alcune aree del Mediterraneo: i nostri pescatori giornalmente sono costretti a fare i conti con minacce e pericoli ad opera di mai precisate autorità nord africane, nel caso in considerazione, libiche. A maggior ragione in un anno dannato quale stiamo vivendo, i pescatori vanno tutelati e difesi; le guerre, anche quelle diplomatiche non rientrano nellee nostre competenze e soprattutto nei nostri interessi ma urge un deciso intervento del governo italiano atto a rendere più chiari e stabili i rapporti con la Libia e con gli altri paesi africani che condividono con l’ Italia, specifici interessi economici nel Mediterraneo. Un caloroso grazie alla Guardia Costiera italiana prontamente intervenuta a soccorso dei 3 pescherecci mazaresi”. Così Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale UNCI Agroalimentare.
