L’Islanda punta sul settore della piscicoltura

Il nuovo governo intende rafforzare il comparto della pesca creando anche posti di lavoro

L'Islanda punta sul settore della piscicoltura

L’Islanda punta sul settore della piscicoltura.  In Islanda, l’ex ministra della salute, Svandís Svavarsdóttir della Sinistra verde, che aveva gestito fino ad oggi la pandemia, diventa ministra dell’Alimentazione, Pesca e Agricoltura, all’interno del nuovo Governo, guidato dalla giovane premier eco progressista Katrín Jakobsdóttir.

Al potere, dunque, un’alleanza tra Sinistra verde, Partito del progresso e Partito dell’indipendenza che nonostante la frammentazione delle forze politiche intende puntare a rafforzare l’industria della piscicoltura del paese. La nuova amministrazione, che spera di restare al potere per quattro anni, ha affermato che l’obiettivo è creare una politica globale sulla struttura e sul sistema di tariffazione per il settore dell’acquacoltura. In questo lavoro – ha spiegato il nuovo Governo – l’accento sarà posto sulle opportunità di creazione di posti di lavoro sulla base dell’autosufficienza, delle conoscenze scientifiche e della protezione degli stock di salmone selvatico”.

L'Islanda punta sul settore della piscicoltura punta sul settore della piscicoltura
L’Islanda punta sul settore della piscicoltura

Il Governo prevede inoltre di nominare un comitato per mappare nuove opportunità e sfide nel settore ittico e della pesca, anche alla luce delle controversie sul lavoro che negli ultimi anni hanno colpito il comparto; l’idea, dunque, è di presentare proposte anche per una migliore armonia sociale.

La pesca torna, dunque, al centro dell’agenda politica dell’isola, il secondo maggior settore economico islandese, dopo il turismo. Con una popolazione di soli 360.000 abitanti, l’Islanda è un colosso mondiale della pesca, con 1.5 milioni di tonnellate di prodotto pescato nel corso del 2019, il 23% dell’intero pescato dell’Unione Europea. La zona di pesca islandese copre un’area di 758.000 chilometri quadrati, con una delle flotte di pescherecci più moderne al mondo. L’Italia importa quantità importanti di pesce da questo paese, soprattutto merluzzo, salmone e molva.

Gli islandesi, anni fa, hanno votato per rimanere al di fuori dell’Unione europea e questa politica, ancora oggi, non è cambiata. “Gli interessi dell’Islanda – ha puntualizzato il nuovo Governo – sono meglio serviti al di fuori dell’Unione Europea. Il Governo porrà maggiore enfasi sull’attuazione e sullo sviluppo dell’accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) in modo da garantire gli interessi e la sovranità dell’Islanda nella cooperazione e nel commercio con altri paesi”.

 

 

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