Riconosciuta la nuova OP Tonnieri del Tirreno

Il MASAF riconosce la O.P.T.T. s.c.a.r.l. per alice, tonno alletterato e tonno rosso. Per quest’ultimo resta fermo il rispetto delle quote nazionali assegnate annualmente

OP Tonnieri del Tirreno

Il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha riconosciuto l’Organizzazione Produttori Tonnieri del Tirreno società consortile a responsabilità limitata, in sigla O.P.T.T. s.c.a.r.l., con sede a Salerno, come Organizzazione di produttori della pesca.

Il riconoscimento riguarda tre specie ittiche: alice, tonno alletterato e tonno rosso. Per il tonno rosso il decreto precisa che l’attività deve avvenire nel rispetto delle quote nazionali assegnate annualmente per sistema di cattura.

Si tratta di un provvedimento tecnico, ma rilevante per le imprese coinvolte e per l’organizzazione della filiera. Le Organizzazioni di produttori sono infatti soggetti riconosciuti dalla normativa europea e nazionale, chiamati a operare dentro un quadro preciso di requisiti, obiettivi e controlli. Non sono semplici sigle associative, ma strumenti attraverso cui una parte della produzione può essere rappresentata e gestita in forma coordinata.

La nuova OP nasce da un percorso di trasformazione societaria. La precedente Organizzazione di produttori Associazione Tonnieri del Tirreno società cooperativa a r.l. aveva comunicato al Ministero la necessità di modificare la propria forma giuridica, passando da società cooperativa a società consortile. Il Ministero aveva risposto di non ravvisare motivi ostativi, a condizione che fossero garantiti gli obiettivi e i requisiti previsti dalla normativa europea.

Successivamente, la nuova società consortile ha presentato l’istanza di riconoscimento come Organizzazione di produttori della pesca marittima. Nel frattempo, il riconoscimento della precedente organizzazione è stato revocato con decreto direttoriale dell’8 maggio 2026, in quanto realtà in fase di liquidazione e chiusura.

La compagine della O.P.T.T. s.c.a.r.l. è composta da quattro società: Tonno Rosso di Gallo Ferdinando & F.lli S.n.c., Euro Pesca Cetara s.r.l., Consiglio Pesca – Società di Armamento e Giuseppe Padre II s.r.l. Le imprese hanno sede tra Salerno, Cetara e Piano di Sorrento.

Nel decreto viene ricostruito anche il lavoro di verifica svolto prima del riconoscimento. Per alice e tonno alletterato, la Capitaneria di Porto di Salerno ha confermato che il consorzio svolge un’attività economica sufficiente rispetto ai volumi di produzione commercializzabili, sia a livello compartimentale sia a livello nazionale.

Per il tonno rosso, invece, il Ministero ha verificato che la documentazione presentata dal consorzio sui volumi annui e sulle unità di pesca autorizzate corrisponde ai dati ufficiali in possesso della Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura. Il decreto specifica inoltre che tali dati risultano conformi alle quote individuali assegnate annualmente per sistema di cattura.

Questo passaggio è importante perché il tonno rosso è una specie soggetta a regole particolarmente stringenti. Il riconoscimento della nuova OP non cambia il sistema delle quote e non comporta automaticamente nuove possibilità di cattura. Inserisce però le imprese aderenti dentro una struttura formalmente riconosciuta, in coerenza con le norme europee sull’organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

Il provvedimento riguarda dunque soprattutto l’assetto organizzativo. Riconosce una nuova forma societaria, verifica la continuità rispetto alla precedente esperienza e conferma la sussistenza dei requisiti richiesti per operare come Organizzazione di produttori.

Per la pesca tirrenica, il riconoscimento della O.P.T.T. s.c.a.r.l. rappresenta un passaggio ordinato di riorganizzazione. Non è una notizia da caricare di significati impropri, ma un atto che interessa concretamente le imprese coinvolte e il modo in cui una parte della produzione viene rappresentata all’interno del sistema regolato della pesca.

In un settore in cui norme, controlli, quote e mercati incidono sempre di più sull’attività quotidiana delle imprese, anche questi passaggi amministrativi hanno un peso. Perché raccontano una pesca che non vive solo in mare, ma anche nella capacità di rispettare le regole, documentare i requisiti e costruire forme organizzative riconosciute.

 

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