Politica regionale | Parco degli Iblei, confronto all’Ars con i 27 Comuni

La Commissione Ambiente dell’Ars riapre il confronto sulla perimetrazione del Parco nazionale degli Iblei. Coinvolti Regione, enti locali e territori tra Siracusa, Ragusa e Catania.

Il confronto sul Parco nazionale degli Iblei torna all’Assemblea regionale siciliana con un’audizione dedicata soprattutto alla perimetrazione. Sono coinvolti la Regione e i 27 Comuni interessati nelle aree di Siracusa, Ragusa e Catania.

Il Parco nazionale degli Iblei torna al centro del confronto istituzionale. La Commissione Ambiente, territorio e mobilità dell’Ars ha convocato per il 29 settembre un’audizione con Regione, amministrazioni locali e altri soggetti istituzionali coinvolti nel procedimento.

La perimetrazione è il nodo centrale

Il confronto riguarda soprattutto i confini dell’area protetta e le conseguenze che la configurazione del Parco può produrre sulla pianificazione territoriale, sulle attività agricole e sulle altre attività produttive. Le posizioni dei soggetti coinvolti non sono uniformi e il tema resta oggetto di confronto tra enti locali, categorie economiche e associazioni ambientaliste.

Un procedimento che non parte da zero

Il Parco degli Iblei è previsto dalla legislazione nazionale dal 2007 e il procedimento istitutivo è di competenza statale. Nel giugno 2026 il Tar Sicilia ha dichiarato illegittimo il silenzio sulla conclusione dell’iter e ha ordinato all’amministrazione regionale di adottare entro 180 giorni gli atti necessari alla definizione del procedimento.

Ventisette Comuni coinvolti tra tre territori provinciali

L’area interessata comprende Comuni ricadenti nei territori di Siracusa, Ragusa e Catania. Proprio l’ampiezza geografica e la presenza di attività economiche molto diverse rendono particolarmente delicata la definizione della perimetrazione e della zonizzazione.

L’audizione non equivale all’istituzione del Parco

Il passaggio all’Ars rappresenta un momento di confronto politico e istituzionale, ma non decide da solo l’istituzione del Parco. L’iter resta incardinato nel procedimento nazionale previsto dalla legge. Il punto da verificare è quindi quali margini amministrativi e giuridici restino disponibili per recepire le osservazioni dei territori senza confondere il confronto regionale con l’atto formale di istituzione.

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