La Commissione europea ha adottato la proposta sulle possibilità di pesca per il 2027 nel Mediterraneo e nel Mar Nero. Il testo conferma i principali strumenti di gestione già applicati nei diversi bacini, mentre una parte dei limiti di attività e delle catture sarà definita dopo i passaggi scientifici e internazionali previsti a ottobre.
La Commissione europea ha avviato l’iter che porterà alla definizione delle possibilità di pesca per il 2027 nel Mediterraneo e nel Mar Nero. La proposta mantiene l’impianto costruito attraverso il piano pluriennale dell’UE per gli stock demersali del Mediterraneo occidentale e i piani adottati dalla Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM).
Il quadro combina strumenti differenti a seconda delle aree e delle risorse: limiti allo sforzo di pesca, limiti di cattura, quote e vincoli alla capacità delle flotte. Diversi valori non compaiono ancora nella loro formulazione definitiva perché saranno aggiornati sulla base dei nuovi pareri scientifici e delle decisioni attese in sede CGPM.
Mediterraneo occidentale, confermato il sistema di gestione
Per gli stock demersali del Mediterraneo occidentale, il piano pluriennale è entrato nella fase permanente il 1° gennaio 2025, dopo il periodo transitorio previsto dalla normativa europea.
Per il 2027 la Commissione propone di mantenere le principali misure già adottate: regolazione dello sforzo di pesca per strascico e palangari, limiti di cattura per i gamberi di profondità e meccanismo di compensazione per lo strascico.
La compensazione, introdotta nei regolamenti annuali a partire dal 2022, è collegata all’adozione di pratiche destinate ad aumentare la selettività e a ridurre la cattura di giovani esemplari e riproduttori. Il meccanismo può tradursi in attività supplementare per le imbarcazioni che soddisfano le condizioni previste.
I valori e le modalità applicabili nel 2027 saranno completati dopo il nuovo parere del Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (STECF). La proposta COM(2026)478 rappresenta quindi il punto di partenza del negoziato, mentre la quantificazione definitiva delle possibilità di pesca arriverà nelle fasi successive.
Adriatico e Canale di Sicilia seguono piani distinti
Nel Mar Adriatico, la proposta recepisce i piani CGPM dedicati agli stock demersali e ai piccoli pelagici. Acciuga e sardina continuano a essere gestite attraverso limiti di cattura specifici, mentre il comparto demersale segue un proprio regime.
Anche nel Canale di Sicilia operano strumenti differenziati. Il quadro comprende il piano per gli stock demersali e quello relativo ai gamberi di profondità, con misure che interessano anche il Mar Ionio e il Levante.
La distinzione è importante: le possibilità di pesca nel Mediterraneo non possono essere sintetizzate in un unico limite valido per tutte le flotte. Ogni bacino, attività e gruppo di specie segue parametri propri, che possono intervenire sul tempo di pesca, sulla quantità prelevabile o sulla capacità autorizzata.
Nel Mar Nero confermati limiti per spratto e rombo
La proposta comprende anche le possibilità di pesca nel Mar Nero. Per lo spratto, la Commissione propone di mantenere il limite di cattura previsto per il 2026. Per il rombo, il totale ammissibile di cattura e le quote vengono definiti nel quadro del piano di gestione della CGPM.
Il sistema regionale per il rombo risale al 2017 ed è stato successivamente aggiornato, compresa la revisione del totale ammissibile di cattura decisa dalla CGPM nel 2024.
Il quadro complessivo conferma il ruolo crescente della gestione multilaterale nel Mediterraneo e nel Mar Nero, dove numerosi stock sono condivisi tra Stati UE e Paesi terzi e richiedono quindi regole concordate a livello regionale.
Le decisioni definitive tra ottobre e dicembre
Il prossimo passaggio arriverà con la sessione annuale della CGPM, prevista dal 24 al 30 ottobre 2026. Nello stesso mese è atteso il parere STECF sugli stock demersali compresi nel piano del Mediterraneo occidentale.
Sulla base di questi elementi, la Commissione integrerà la proposta con i valori ancora da definire. Il Consiglio dovrebbe quindi raggiungere l’accordo politico il 14 e 15 dicembre 2026, con applicazione del regolamento dal 1° gennaio 2027.
Parallelamente, Bruxelles ha avviato una valutazione d’impatto per una modifica mirata del piano del Mediterraneo occidentale, un percorso distinto dalla definizione annuale delle possibilità di pesca e collegato al più ampio confronto europeo sui piani di gestione della pesca.
Il passaggio di ottobre sarà dunque quello decisivo per completare il quadro: la proposta ha già stabilito quali strumenti continueranno a governare la pesca nel 2027; i prossimi pareri scientifici e le decisioni della CGPM ne definiranno l’effettiva portata per flotte e stock.
