Oltre mille pescherecci hanno chiesto di cessare definitivamente l’attività, gli sbarchi sono diminuiti e le giornate di pesca continuano a ridursi. Da Mazara del Vallo, Graziella Romito chiede all’Unione europea un cambio di passo: tutela delle risorse e sostenibilità restano imprescindibili, ma le regole devono consentire anche la sopravvivenza economica delle imprese e garantire reciprocità nel Mediterraneo.
La relazione di Graziella Romito a Tesori dal Blu aveva un titolo preciso: “Il ruolo strategico della Direzione Generale della Pesca”. Ma, davanti al commissario europeo per la Pesca e gli Oceani Costas Kadis, la direttrice generale della Pesca marittima e dell’acquacoltura del MASAF ha scelto di partire proprio da quel titolo per descrivere il peso delle decisioni che ricadono sulle marinerie.
“Dopo sei mesi in questo ruolo, forse avrei detto il ruolo doloroso della Direzione Generale della Pesca”, ha spiegato, riferendosi alla necessità di tradurre in provvedimenti nazionali norme europee che impongono sacrifici a pescatori e armatori.
“Per me non è facile tutte le volte in cui devo emanare un provvedimento che so che avrà un grande impatto sulle vite delle persone”, ha aggiunto.
Il punto centrale della sua relazione è netto: la sostenibilità biologica deve procedere insieme alla tenuta economica e sociale delle marinerie.
Romito non mette in discussione la necessità delle regole europee per la tutela degli stock. Chiede però di valutarne gli effetti attraverso ciò che sta accadendo alla flotta italiana.
Oltre mille domande per lasciare definitivamente la pesca
Al 31 dicembre 2025, secondo i dati illustrati da Romito, la flotta italiana contava 11.374 pescherecci, 192 in meno rispetto a due anni prima.
Ma il numero che fotografa con maggiore immediatezza la difficoltà del settore è un altro.
“Ho ricevuto 1.019 domande di arresto definitivo. Ne finanzierò 250, ma se 1.019 pescherecci hanno chiesto l’arresto definitivo significa che qualcosa non funziona”.
Per la direttrice generale il dato impone una riflessione sulla capacità delle politiche della pesca di accompagnare imprese e lavoratori in una fase sempre più complessa.
“La nostra politica per la pesca ha necessità di un’inversione di tendenza. Le norme non sono adeguate ad accompagnare il settore in questo momento”.
Sbarchi in calo e 39% di giornate di pesca in meno
Nel 2025, ha spiegato Romito, l’Italia ha sbarcato circa 107 mila tonnellate di prodotto ittico, con una riduzione dell’8,8% rispetto all’anno precedente.
Un calo che, nella lettura della direttrice generale, non può essere separato dalla progressiva riduzione dello sforzo di pesca.
“Dal 2008 al 2024 noi abbiamo avuto, per la flotta italiana, una riduzione del 39% delle giornate di pesca”.
Romito cita il caso dell’Adriatico, dove alcune attività possono essere esercitate per tre giorni alla settimana, e pone direttamente la questione della prospettiva economica delle imprese sottoposte a restrizioni così marcate.
È qui che arriva il passaggio più duro dell’intervento.
“Qualche stock ha recuperato, però questi numeri possono dire che la Politica comune della pesca è veramente efficace? A me sembra che oggi, se continuiamo così, non avremo più una politica comune della pesca, ma una politica comune per la distruzione della pesca nel Mediterraneo per quanto riguarda la parte europea”.
Una critica molto forte, accompagnata però da una precisazione fondamentale.
“Non stiamo dicendo che non vogliamo rispettare le regole per garantire le risorse ittiche. Quelle le vogliamo rispettare, ma vogliamo che ci sia sicuramente una reciprocità”.
FEAMPA e gambero rosso, Romito porta a Bruxelles due richieste precise
Il secondo fronte riguarda gli strumenti finanziari europei.
Per Romito la questione non è soltanto riuscire a spendere le risorse del FEAMPA, ma fare in modo che le regole della prossima programmazione corrispondano alle caratteristiche reali delle flotte.
“Le regole che disciplinano la concessione dei finanziamenti vanno riviste nella prossima programmazione. Dobbiamo consentire che ci possa essere un rinnovamento della flotta”.
Il riferimento riguarda anche i limiti previsti dal FEAMPA per alcuni interventi sulla flotta. Il Regolamento UE 2021/1139, ad esempio, circoscrive alle unità fino a 24 metri di lunghezza fuori tutto il sostegno alla sostituzione o all’ammodernamento del motore principale o ausiliario, una soglia che assume particolare rilievo per una marineria come quella mazarese, caratterizzata anche da unità di dimensioni maggiori.
“È necessario che ci sia una modifica sulla base delle reali necessità, perché se facciamo bandi per investimenti che non sono necessari, è chiaro che quei bandi andranno totalmente deserti”.
Sul gambero rosso la richiesta è reciprocità
A Mazara del Vallo il tema non poteva che arrivare infine al gambero rosso.
Romito ha richiamato il prossimo confronto con la Tunisia e chiesto un sostegno esplicito della Commissione europea.
“Abbiamo bisogno che la Commissione europea sia al nostro fianco. Non ci possono essere penalizzazioni per le nostre marinerie in termini di quota. Se si riconoscono degli aumenti agli altri Paesi, devono essere riconosciuti degli aumenti di quota anche per i nostri pescherecci”.
Il principio della reciprocità assume un peso particolare dopo quanto accaduto nel 2026 con il superamento della quota internazionale CGPM assegnata alla Tunisia per il gambero rosso, circostanza che ha portato il MASAF a diramare un’informativa urgente agli operatori sulle importazioni e sui relativi profili di rischio commerciale.
Romito ha ricordato anche di avere dovuto disporre un secondo mese aggiuntivo di chiusura della pesca del gambero rosso, una scelta che ha definito “molto dolorosa” pensando alle conseguenze per gli operatori siciliani.
Ed è proprio da qui che arriva il messaggio conclusivo rivolto all’Europa.
“Se noi applichiamo regole restrittive, è necessario che tutti le applichino e che si tenga conto del fatto che abbiamo a che fare con delle persone, non con dei numeri, non con carte”.
“Ci sono delle persone, delle famiglie e dobbiamo tenere conto delle loro vite”.
