AIC Pesca chiede alla Regione Siciliana un Piano triennale per la pesca che superi gli interventi emergenziali e affronti in modo strutturale crisi climatica, calo della redditività, burocrazia e ricambio generazionale. La proposta prevede anche un monitoraggio scientifico permanente e un utilizzo più rapido delle risorse FEAMPA.
“La crisi della pesca siciliana non può più essere affrontata con interventi episodici. Occorre una programmazione capace di accompagnare le imprese nell’adattamento ai cambiamenti del Mediterraneo, sostenere il reddito degli operatori e garantire un futuro alle comunità costiere”.
Lo dichiara Natale Amoroso, Presidente di AIC Pesca, a seguito dell’audizione sullo stato di crisi del comparto svoltasi presso la Commissione Attività produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana.
L’aumento delle temperature marine, la progressiva tropicalizzazione del Canale di Sicilia, lo spostamento delle specie commerciali verso fondali più profondi e la diffusione di specie aliene stanno modificando gli equilibri della pesca regionale, con effetti diretti sulla biodiversità, sui costi delle imprese e sul valore del pescato.
A queste criticità si aggiungono il calo della redditività e il progressivo allontanamento dei giovani dal settore.
“Per questo abbiamo proposto l’adozione di un Piano triennale della pesca siciliana, che superi la logica delle misure emergenziali e definisca una strategia condivisa per il comparto”, prosegue Amoroso.
Secondo AIC Pesca, il Piano dovrà concentrarsi su quattro priorità: adattamento climatico e innovazione delle tecniche di pesca; accelerazione e semplificazione dell’utilizzo delle risorse FEAMPA; incentivi al ricambio generazionale e alla formazione; istituzione di un sistema permanente di monitoraggio scientifico con il coinvolgimento delle associazioni delle marinerie, degli enti di ricerca, delle università e delle strutture regionali competenti.
“Servono indennizzi certi nei periodi di fermo, strumenti che riducano il peso burocratico sulle imprese e misure capaci di accompagnare concretamente il settore nella transizione”, sottolinea il Presidente.
“La Sicilia, per la sua posizione nel Mediterraneo e per il patrimonio rappresentato dalle sue marinerie, può diventare un modello di governance capace di coniugare tutela dell’ambiente marino, sostenibilità economica e occupazione. Chiediamo quindi l’apertura di un tavolo operativo per avviare rapidamente la definizione del Piano”, conclude Amoroso.
