Quattro raccomandazioni di Gueterres per contrastare il degrado oceanico

Oggi a Lisbona terza giornata di lavori per la Conferenza dell'Onu sugli oceani

Quattro raccomandazioni di Gueterres per contrastare il degrado oceanico

Quattro raccomandazioni di Gueterres per contrastare il degrado oceanico

Quattro raccomandazioni di Gueterres per contrastare il degrado oceanico – Terza giornata di lavori oggi per la Conferenza dell’Onu sugli oceani. L’evento, organizzato insieme da Portogallo e Kenya,  riunisce 7.000 esperti provenienti da 140 paesi.

“Se la protezione degli oceani fallisce, l’intera agenda delle Nazioni Unite 2030 fallirà. Per questo è necessario rafforzare l’impegno e l’unità della comunità internazionale per avanzare nella salvaguardia dei mari e affrontare l’emergenza oceanica”, così ha aperto il suo intervento inaugurale il segretario generale dell’Onu, António Guterres.

Quattro le raccomandazioni di Gueterres per fare marcia indietro rispetto al degrado degli oceani.

La prima è quella di investire in modo sostenibile nelle economie che dipendono dal mare. Guterres ha esortato le parti interessate a investire in economie oceaniche sostenibili per cibo, energie rinnovabili e mezzi di sussistenza, attraverso finanziamenti a lungo termine, ricordando che dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), il numero 14 ha ricevuto il minor sostegno di tutti.

La seconda raccomandazione è quella di replicare il modello sostenibile dell’oceano. Prevenire e ridurre l’inquinamento marino di ogni tipo, sia di origine terrestre che marina. Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha chiesto un aumento delle misure di conservazione efficaci e la gestione integrata delle zone costiere.

Come terza raccomandazione Guterres ha chiesto una maggiore protezione degli oceani e delle persone le cui vite e mezzi di sussistenza dipendono da essi, affrontando il cambiamento climatico e investendo in infrastrutture costiere resilienti al clima.

Infine, il segretario generale dell’Onu ha sottolineato la necessità di aumentare la ricerca e l’innovazione per raggiungere un nuovo capitolo dell’azione globale sugli oceani. Tra le sfide poste, il portavoce delle Nazioni Unite ha lanciato la sfida di mappare l’80% dei fondi nel 2030 ed ha esortato il settore privato ad aderire ad associazioni che sostengono la ricerca e la gestione sostenibile degli oceani.

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