Pesca e acquacoltura, l’UE chiede dove tagliare la burocrazia

Fino al 31 ottobre professionisti e imprese della filiera possono indicare alla Commissione europea quali adempimenti risultano più costosi, complessi o ripetitivi

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Pescatori, acquacoltori, primi acquirenti, trasformatori, grossisti e retailer possono segnalare fino al 31 ottobre quali obblighi amministrativi pesano maggiormente sul lavoro quotidiano. Il questionario europeo richiede circa 15 minuti, è anonimo ed è disponibile in tutte le lingue dell’Unione.

Quanto tempo sottraggono gli adempimenti amministrativi al lavoro delle imprese della pesca e dell’acquacoltura? E quali obblighi potrebbero essere resi più semplici senza ridurre l’efficacia dei controlli?

È su questo terreno che interviene la nuova consultazione avviata dalla Commissione europea, aperta fino al 31 ottobre 2026 alle 23:59 CEST.

L’obiettivo è raccogliere direttamente dagli operatori indicazioni sugli obblighi amministrativi, di reporting e di conformità incontrati nell’attività quotidiana, individuando quelli considerati inutilmente complessi, duplicati o particolarmente onerosi.

La platea coinvolge diversi passaggi della filiera: pescatori, produttori dell’acquacoltura, primi acquirenti, trasformatori, grossisti e dettaglianti.

Quanto pesa un adempimento

La Commissione non chiede una valutazione generica sulla burocrazia. Il questionario prova a misurarne concretamente l’impatto sull’attività delle imprese.

Tra gli obblighi presi in considerazione figurano licenze, giornali di pesca, ispezioni, tracciabilità, sicurezza alimentare e reporting ambientale.

Agli operatori viene chiesto quali adempimenti siano applicabili alla propria attività e quanto risultino costosi o difficili da rispettare, utilizzando una scala da 1 a 5.

Ma l’analisi entra anche nell’organizzazione quotidiana del lavoro: il questionario verifica se le stesse informazioni devono essere comunicate più volte, se per rispettare gli obblighi è necessario ricorrere a consulenti o assistenza esterna e quanto tempo viene assorbito dalle attività amministrative e dalle ispezioni.

Dati ripetuti e costi operativi

È uno dei passaggi più interessanti per una filiera nella quale alla crescente digitalizzazione non sempre corrisponde una riduzione immediata delle procedure.

Il problema è già evidente sul terreno della tracciabilità digitale obbligatoria della filiera pesca: nella fase di transizione, la permanenza di procedure cartacee accanto agli strumenti digitali può determinare una doppia gestione amministrativa per le imprese.

La consultazione permette agli operatori di trasformare esperienze di questo tipo in indicazioni concrete. I partecipanti possono infatti non soltanto descrivere le difficoltà incontrate, ma anche suggerire quali regole dovrebbero essere semplificate e in che modo.

Il valore dell’iniziativa sta quindi nella possibilità di quantificare elementi che raramente emergono dalla semplice lettura di una norma: ore di lavoro, duplicazioni, necessità di assistenza esterna e complessità operative.

Chi può partecipare

Il questionario è rivolto ai professionisti della pesca e dell’acquacoltura e agli operatori dei diversi passaggi della relativa catena del valore.

La compilazione richiede circa 15 minuti ed è disponibile in tutte le lingue dell’Unione europea.

La Commissione specifica inoltre che il questionario è completamente anonimo: non vengono raccolti nomi, indirizzi e-mail, indirizzi IP o altri elementi identificativi. Al termine della compilazione è possibile lasciare volontariamente i propri contatti soltanto nel caso in cui si desideri essere presi in considerazione per una successiva intervista di approfondimento.

La scadenza per partecipare è fissata a sabato 31 ottobre 2026 alle 23:59 CEST.

È possibile compilare direttamente il questionario europeo sulla semplificazione.

Le risposte possono orientare la semplificazione

La consultazione non modifica gli obblighi oggi in vigore e non comporta automaticamente la revisione delle norme segnalate dagli operatori.

Le risposte serviranno invece ad alimentare il lavoro della Commissione europea per ridurre gli oneri di reporting e individuare gli ambiti nei quali la legislazione possa essere semplificata.

L’iniziativa segue l’avvio, nel gennaio 2026, dello studio “Services Supporting DG MARE Simplification Activities”, dedicato a verificare come vengono applicate le regole della Politica comune della pesca e dove esistano margini di semplificazione.

Per le imprese della filiera è dunque un’occasione per portare nel confronto europeo problemi molto concreti: informazioni richieste più volte, procedure sovrapposte, tempo assorbito dagli adempimenti e costi necessari per rispettarli.

Trasformare questi problemi in dati misurabili significa mettere a disposizione della Commissione elementi concreti sui quali valutare gli interventi di semplificazione.

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