Le alte temperature del mare stanno mettendo in difficoltà gli allevamenti di molluschi, con gravi morie di mitili segnalate in Campania e in altri territori. Unci AgroAlimentare e l’OP Mytilus Campaniae denunciano una situazione sempre più critica per produttori e lavoratori, già provati dalle difficoltà registrate nei mesi precedenti.
Il surriscaldamento del mare mette in difficoltà la mitilicoltura
“I cambiamenti climatici e il surriscaldamento delle acque marine stanno determinando ricadute estremamente negative per il settore della mitilicoltura”. È l’allarme lanciato dall’associazione di settore del mondo cooperativistico Unci AgroAlimentare e dall’OP-Organizzazione di Produttori “Mytilus Campaniae”.
“Dopo le difficoltà registrate nel periodo di Pasqua – proseguono – con l’emergenza sanitaria causata da alcuni circoscritti focolai segnalati in allevamenti non controllati, che ha creato un effetto slavina per l’intero mercato dei molluschi e anche del pesce, a causa di una inadeguata gestione iniziale della questione e del panico che si è generato tra i consumatori, adesso i produttori si trovano costretti a fronteggiare un nuovo grave problema, arrecato dai fenomeni atmosferici.
Il caldo record e l’aumento della temperatura del mare
Il caldo record di questa estate, che ha superato costantemente le soglie stagionali, ha provocato un sensibile innalzamento della temperatura del mare, mediamente di 3,5 gradi centigradi, creando una grave moria di mitili.
Allevamenti e produttori sotto pressione
Un duro colpo per gli allevamenti della Campania, ma anche di altri territori, che rischia di mettere in ginocchio un comparto già molto esposto.
Il rischio di un Natale senza cozze
In particolare, i cozzecari, eccellenza del Mare nostrum, sono ormai al limite delle risorse. Di questo passo, dopo la crisi di Pasqua, si prospetta anche un Natale senza cozze, con imprese e lavoratori in seria difficoltà.
