Da domani, 10 gennaio 2026, entra in vigore la parte più importante del Regolamento (UE) 2023/2842 sul controllo della pesca. È la data in cui l’articolo 1, il cuore della riforma, diventa operativo. Da domani dunque, non conta più solo rispettare le regole: conta saperlo dimostrare, in modo chiaro, coerente e verificabile.
Questa è la lente con cui leggere ciò che accadrà nelle prossime settimane. Non si tratta dell’ennesimo obbligo o di qualche nuovo modulo da compilare. È un cambio di standard. L’Unione Europea spinge verso un controllo più digitale e più uniforme. I dati devono essere registrati, trasmessi e confrontabili. La differenza tra “essere in regola” e “essere in grado di dimostrarlo” non è mai stata così evidente.
Il primo impatto riguarda la tracciabilità operativa. La continuità delle informazioni diventa essenziale. Il regolamento ribadisce che, lungo tutta la filiera – dalla cattura al retail – gli operatori devono conservare i dati richiesti e renderli disponibili in formato digitale tanto ai clienti quanto alle autorità. Non basta più che l’informazione esista: deve essere precisa, coerente e recuperabile senza incertezze.
Anagrafiche incomplete, codifiche diverse tra reparti, lotti che si spezzano senza una chiara ricomposizione… ognuno di questi punti diventa un potenziale rischio.
Anche la prima vendita entra in una nuova fase. Le note di vendita devono essere registrate e inviate per via elettronica entro 48 ore. È un passaggio più impegnativo di quanto sembri. Perché quando i dati diventano digitali, diventano anche più facili da incrociare. E quando due documenti non coincidono più, l’errore non è un dettaglio: diventa un campanello d’allarme.
Un altro tema destinato a emergere è quello della controllabilità. Finché tutto resta sulla carta, molte criticità non si vedono. Ma con l’introduzione del Remote Electronic Monitoring (REM) – che comprende anche sistemi CCTV per le unità da 18 metri considerate a rischio elevato – il quadro cambia. Il sistema diventa più capace di verificare, ricostruire e confrontare. E per gli operatori significa una sola cosa: servono processi interni più solidi.
Lo scenario riguarda anche il mondo delle importazioni. Sul fronte IUU, l’Europa accelera verso un sistema unificato basato su CATCH integrato in TRACES, pensato per gestire in digitale certificati di cattura, controlli e scambi di informazioni. La transizione richiederà tempo, ma la direzione è chiara: meno carta, più sistema.
Per capire come adattarsi, conviene partire da tre domande molto semplici:
Le informazioni di lotto viaggiano senza perdersi tra reparti e partner?
Documenti, note di vendita e anagrafiche raccontano la stessa storia?
I tempi di registrazione richiesti dal regolamento sono compatibili con l’operatività di ogni giorno?
Sono dettagli che fanno la differenza. In un sistema dove i dati si incrociano, le fragilità smettono di essere invisibili e vengono a galla nei passaggi.
Da domani inizia una fase nuova. Più digitale, più incrociabile, più esigente.
Non per complicare la vita agli operatori, ma per rendere la filiera più trasparente e affidabile.
È importante chiarire che non tutte le misure previste dal Regolamento (UE) 2023/2842 diventano operative dal 10 gennaio 2026. Questa data segna l’avvio dell’applicazione dell’articolo 1 e del nuovo impianto di controllo, ma alcuni obblighi specifici sono accompagnati da scadenze differite. In particolare, i sistemi di Remote Electronic Monitoring (REM), inclusi eventuali impianti CCTV, non entrano in funzione nel 2026: la loro applicazione è prevista dal 10 gennaio 2028 e riguarda solo determinate unità individuate come a rischio elevato.
La direzione di marcia, però, è già tracciata: più digitale, più dati incrociabili, più capacità di verifica. Ed è su questo cambio di standard che, da domani, il settore è chiamato a confrontarsi.
