Gli stock di salmone e la sostenibilità della pesca in Alaska

Nel Paese la pesca viene costantemente monitorata dagli scienziati del National Marine Fisheries Service

salmone Alaska

Tutti i salmoni dell’Alaska sono selvatici e la pesca è sostenibile. Gli stock di salmone hanno caratteristiche uniche analizzate scrupolosamente in ciascun fiume in cui i pesci ritornano per deporre le uova. Ogni “risalita” di salmoni in un fiume particolare deve essere intesa, prevista e gestita come unità individuale, non collegata ad altre risalite di salmoni tale fiume o in fiumi vicini. Nel corso degli anni, anni da quando l’Alaska è diventata uno Stato, il Dipartimento di Caccia e Pesca dell’Alaska (Alaska Department of Fish & Game) ha compilato database completi sulle risalite di salmoni. Studiosi del Dipartimento usano tali dati oltre per le valutazioni e le ricerche sul numero di pesci (run strength), anche per fissare obiettivi in termini di migrazione, i cosiddetti “escapement goals”.

L’Alaska è l’unico stato degli Stati Uniti la cui Costituzione, dagli anni ’60, rende obbligatorio che tutti i pesci, compreso il salmone, siano utilizzati, sviluppati, e conservati secondo il principio dello sfruttamento sostenibile. Nella pesca, in particolare, la mancata osservanza di tale equilibrio, fa sì che, da un anno all’altro, non ci sia modo di riequilibrare i numeri del pescato e il risultato si traduce nel fatto che quella determinata specie di pesce troppo ampiamente sfruttata, soccombe e scompare.

Come evidenziano le ricerche e gli approfondimenti di Alaska Seafood Italia, nel Paese la pesca viene costantemente monitorata dagli scienziati e dagli studiosi del National Marine Fisheries Service e da coloro che devono far rispettare la legge. Per definire le quantità annuali consentite sono in vigore regole molto rigide mediante le quali le aree di pesca predefinite vengono controllate ogni giorno durante la stagione della cattura, tra maggio e settembre/ottobre. Una gestione che rappresenta un vero e proprio modello in quanto, in questo modo, si riesce a garantire le opportune vie di fuga per gli esemplari da riproduzione facendo sì che possano raggiungere le acque dolci per riprodursi. Ricordiamo che tutta la filiera dell’industria della pesca del salmone selvaggio dell’Alaska è certificata MSC, considerata dal WWF la migliore certificazione disponibile sul mercato dei prodotti da pesca sostenibile.
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