I disturbi che interessano il cuore o i vasi sanguigni sono definiti malattie cardiovascolari e vengono di solito suddivise in disturbi del cuore (cardiaci) che interessano il cuore, le relative valvole e i vasi sanguigni che portano il sangue al muscolo cardiaco (arterie coronarie) ed in vasculopatie periferiche. Le vasculopatie periferiche colpiscono i vasi sanguigni di braccia, gambe e tronco.
L’American Heart Association (AHA) nel 2018 ha voluto dimostrare gli effetti benefici dati da pesce e frutti di mare, ricchi di acidi grassi polinsaturi omega 3,per la salute cardiovascolare.
Gli effetti riscontrati sono stati anti-aritmici, antinfiammatori ed importanti sull’elettrofisiologia del cuore. E sfatiamo un mito per chi pensa che il pesce non sia consigliato in caso di ipertensione: anche se il pesce di mare ha un contenuto di sodio maggiore di quello di acqua dolce è stato visto come essendo la massima quantità consigliata in questa dieta intorno a 60-100 mg/100 g, il pesce non ne contiene nemmeno 100 mg! Infine è importante notare che la raccomandazione dell’ AHA di consumare in media 250 mg/die di pesce, può essere soddisfatta consumando pesce soltanto 2 volte a settimana, semplicemente scegliendo tra la grande varietà di prodotti ittici provenienti da ogni parte geografica .
Campagna di comunicazione a cura dell’Associazione Nazionale delle Aziende Ittiche
