Pesca internazionale, l’UE recepisce le regole globali: più chiarezza per la flotta europea

Il Parlamento europeo avvia il recepimento delle misure delle ORGP nel diritto UE per garantire certezza giuridica, parità di condizioni e una governance più efficace della pesca internazionale

recepimento delle misure ORGP nel diritto UE

La pesca in acque internazionali è uno dei banchi di prova più delicati per l’Unione europea, chiamata a bilanciare tutela degli stock, rispetto delle regole multilaterali e competitività delle proprie flotte. In questo quadro si inserisce il voto con cui la Commissione Pesca del Parlamento europeo ha approvato il mandato negoziale per recepire nel diritto dell’UE una serie di misure adottate da sei Organizzazioni regionali di gestione della pesca.

Il via libera è arrivato con 19 voti favorevoli, 3 contrari e 4 astensioni. Le misure interessate sono state adottate tra il 2018 e il 2024 e riguardano decisioni già concordate a livello internazionale, ora destinate a diventare pienamente applicabili a tutti i pescherecci dell’Unione.

Regole condivise, certezza giuridica

L’Unione europea è membro di 18 ORGP, organismi che definiscono le regole di gestione e conservazione degli stock ittici che attraversano più giurisdizioni nazionali. Senza il recepimento nel diritto comunitario, tali decisioni resterebbero frammentate o di difficile applicazione, generando incertezza per gli operatori e potenziali squilibri competitivi.

Integrare queste misure nell’ordinamento europeo significa offrire maggiore chiarezza giuridica ai pescatori, assicurare condizioni di concorrenza eque tra la flotta UE e quelle dei Paesi terzi che operano nelle stesse acque internazionali e rafforzare la credibilità dell’Unione nella governance globale della pesca. Si tratta, in larga parte, di un passaggio tecnico, poiché le norme sono già state negoziate e approvate nelle sedi multilaterali competenti.

Il nodo del metodo e il ruolo del Parlamento

Il relatore del provvedimento, Thomas Bajada, ha sottolineato come la posizione del Parlamento europeo garantisca un recepimento rigoroso e tempestivo delle raccomandazioni delle ORGP, migliorandone al contempo l’accessibilità per pescatori e cittadini. Bajada ha però evidenziato anche un limite del percorso seguito: l’accorpamento, in un unico dossier, di misure provenienti da più organizzazioni regionali ha appesantito il processo.

Pur avendo raggiunto l’obiettivo finale, il relatore ha espresso l’auspicio che in futuro si eviti un approccio “omnibus”, privilegiando recepimenti più mirati e centrati sulle singole ORGP, così da garantire un controllo più efficace e una maggiore responsabilità istituzionale. Dopo il voto, Bajada ha dichiarato di attendere l’avvio del confronto con il Consiglio per arrivare a un risultato solido a beneficio dei pescatori europei.

Avvio dei negoziati interistituzionali

La commissione Pesca ha inoltre deciso di aprire formalmente i negoziati interistituzionali con i governi degli Stati membri, con 22 voti favorevoli, 3 contrari e un’astensione. Il mandato del Parlamento dovrà ora essere confermato dalla plenaria di marzo. Solo dopo questo passaggio potranno iniziare i negoziati con il Consiglio, sotto la presidenza cipriota.

Le organizzazioni coinvolte

La proposta della Commissione europea punta a rafforzare la governance esterna dell’UE in materia di pesca e a recepire nel diritto comunitario la maggior parte delle norme concordate da sei ORGP strategiche per la gestione degli stock migratori e delle grandi specie pelagiche:

Un passaggio chiave per la flotta UE

Il voto della commissione Pesca rappresenta uno snodo importante per il settore ittico europeo. In un contesto segnato da pressioni ambientali crescenti e da una concorrenza globale sempre più intensa, disporre di regole chiare, uniformi e giuridicamente certe è una condizione essenziale per garantire stabilità operativa alla flotta dell’UE e rafforzare il ruolo europeo nella gestione sostenibile delle risorse marine internazionali.

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