Coltivazione delle alghe, l’acqua residua come fertilizzante

Uno studio ha dimostrato una crescita di oltre il 60% più veloce grazie all'acqua dell'industria alimentare

Coltivazione delle alghe, l'acqua residua come fertilizzante

Coltivazione delle alghe, l'acqua residua come fertilizzante

Coltivazione delle alghe, l’acqua residua come fertilizzante – Un articolo dei ricercatori dell’Università di Göteborg e della Chalmers University of Technology dimostra come l’acqua residua proveniente dalla produzione alimentare possa essere un ottimo fertilizzante nella coltivazione delle alghe a terra. Il risultato che è stato rilevato è che grazie all’acqua residua, le alghe sono cresciute in modo sorprendente di oltre il 60% più velocemente, quadruplicando il loro contenuto proteico. In questo modo sembra che da costo originario, l’acqua residua possa diventare una vera e propria risorsa per l’industria alimentare.

Sempre in quest’ottica, viene da chiedersi se le macroalghe, come la lattuga di mare, possano a questo punto essere configurate come una fonte proteica alternativa negli alimenti del futuro. In merito all’argomento il paragone, ad oggi, potrebbe essere fatto con i semi di soia, con alto apporto proteico rispetto alle alghe, apporto proteico che però arriva ad essere quasi allo stesso livello grazie ai fertilizzanti.

Da quanto rilevato, le alghe crescono meglio se in prossimità di allevamenti ittico, questo grazie ai nutrienti presenti nelle feci dei pesci che si diffondono nell’acqua. In questo senso, l’acqua residua delle industrie alimentari è spesso ricca di azoto e fosforo in modo simile.

Nell’ambito dello studio, i ricercatori hanno testato quattro diversi tipi di alghe e aggiunto acqua residua da diversi produttori alimentari: dall’industria delle aringhe, dall’allevamento del salmone, dai trasformatori di molluschi e da un produttore di latte d’avena. Alla coltivazione delle alghe è stata aggiunta una certa quantità di acqua residua a contenuto controllato di azoto. Dopo otto giorni i ricercatori hanno analizzato i risultati.
Un altro ottimo risultato della ricerca è stato rappresentato dal fatto che le alghe, non contaminate in nessun modo dall’acqua residua, hanno mantenuto il loro sapore evitando quindi di diventare sgradevoli.

Coltivazione delle alghe, l’acqua residua come fertilizzante

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