La pesca ha bisogno di decisioni costruite con chi il mare lo studia e con chi lo vive ogni giorno. È il passaggio centrale dell’intervento dell’eurodeputato Marco Falcone al CNR-IRBIM di Mazara del Vallo, stamattina durante lo stakeholder meeting SEA4FUTURE dedicato alla resilienza degli ecosistemi marini, alle tecnologie innovative e al caso studio del gambero rosso.
Falcone ha richiamato un metodo preciso: la politica deve raccogliere aspettative, suggerimenti e contributi del mondo scientifico e degli operatori, per trasformarli in scelte amministrative e legislative. Nel settore ittico questo passaggio pesa in modo particolare, perché ogni decisione assunta a livello regionale, nazionale o europeo arriva poi direttamente sui territori, sulle marinerie e sulle imprese.
Nel suo intervento l’eurodeputato ha affrontato anche il tema della decarbonizzazione della flotta, collegandolo agli obiettivi europei sulla neutralità climatica al 2050. La riduzione dei consumi di carburante, ha osservato, ha una doppia valenza: economica per gli operatori e ambientale per la tutela del mare. È uno dei nodi più concreti della transizione del settore: rendere la pesca più sostenibile, mantenendo al centro anche la tenuta economica delle imprese.
Falcone ha poi sottolineato un punto spesso semplificato nel dibattito pubblico: chi lavora in mare ha interesse a preservare il mare. La tutela degli ecosistemi riguarda direttamente la continuità dell’attività di pesca, il reddito delle comunità costiere e il futuro delle risorse ittiche.

Un passaggio specifico è stato dedicato al gambero rosso, specie di particolare rilievo per Mazara del Vallo e per l’economia ittica mediterranea. Falcone ha riferito della presentazione in Commissione pesca di tre progetti pilota, tra cui uno dedicato proprio al gambero rosso, richiamando anche il contributo tecnico arrivato dal territorio mazarese.
Secondo quanto spiegato dall’eurodeputato, l’obiettivo è portare all’attenzione europea proposte nate da un’area centrale del Mediterraneo, dove la gestione delle risorse condivise è una questione quotidiana di lavoro, equilibrio ambientale e competitività.
Il messaggio emerso dall’intervento è chiaro: ricerca, imprese e politica devono parlarsi di più e meglio. La sostenibilità della pesca si costruisce con dati, responsabilità e scelte capaci di tenere insieme tutela del mare e tenuta economica delle marinerie.