Due fattori determinanti stanno implementando il comparto delle macchine e attrezzature industriali per la trasformazione del pesce. In primo luogo la poca attrattività del settore che non calamita a sé nuova forza lavoro e giovani, l’altro fattore decisivo è il potenziale delle macchine nell’evitare interruzioni anche in situazioni estreme come quelle di una pandemia.
Proprio in piena emergenza Covid-19, a livello globale, molte industrie di trasformazione hanno potuto garantire l’immissione sul mercato dei propri prodotti grazie all’ausilio di macchine industriali che hanno continuato a lavorare nonostante l’elevato allarme contagi. Anche il costo della manodopera spinge l’imprenditore a preferire una macchina all’uomo.
Uno dei mercati che assorbe buona parte della produzione industriale europea di macchine e attrezzature industriali per la trasformazione del pesce è quello cinese. In una recente intervista a Seafood Source Wang Yunfeng, CEO e fondatore di Shanghai AUS Food Technology Co., importatore di macchine per la lavorazione del pesce dall’Europa alla Cina, ha confermato che la domanda di macchine per il risparmio di manodopera rimane forte tra i trasformatori di pesce cinesi.
Durante la pandemia COVID-19, l’azienda di Wang ha ricevuto più richieste del solito proprio per non interrompere la catena di produzione. Perlopiù il mercato cinese si è maggiormente interessato a macchinari in grado di far risparmiare sui costi di manodopera.
La maggior parte della produzione delle grandi fabbriche di trasformazione cinesi sono rivolte al mercato di esportazione: merluzzo, tilapia, tonno in scatola destinati ai mercati europei, ma anche a quello russo e giapponese.
