L’ICQRF compie quarant’anni e presenta il Report Attività 2025. La ricorrenza riguarda l’intero sistema agroalimentare italiano, ma parla anche alle filiere più esposte al tema dell’origine, della tracciabilità e della corretta informazione al consumatore. Tra queste rientra anche l’ittico, dove il valore del prodotto dipende sempre più dalla capacità di documentarne provenienza, identità commerciale e percorso lungo la catena.
L’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari nasce nel 1986 e, da allora, rappresenta uno dei presìdi dello Stato nella difesa della qualità agroalimentare, delle produzioni certificate, del biologico, delle Indicazioni Geografiche e del Made in Italy. In quarant’anni l’attività dell’ICQRF ha accompagnato la trasformazione delle filiere italiane, dentro un mercato diventato più complesso, più internazionale e più sensibile alla credibilità delle informazioni fornite al consumatore.
I numeri del 2025 confermano la dimensione del lavoro svolto. Nel corso dell’anno sono stati effettuati 54.913 controlli lungo la filiera agroalimentare. La rete laboratoristica dell’Ispettorato ha eseguito 10.837 controlli analitici e 367.039 determinazioni su 55.314 prodotti. Sul fronte repressivo, l’attività ha portato a 5.559 contestazioni amministrative, 497 sequestri e 132 notizie di reato. Il valore complessivo dei sequestri ha superato i 47,8 milioni di euro.
Sono dati che restituiscono un quadro chiaro: il controllo agroalimentare oggi non si limita alla verifica formale. Richiede competenze tecniche, laboratori, banche dati, strumenti digitali e capacità di leggere il rischio nelle diverse fasi della filiera. Per l’ittico questo punto è particolarmente rilevante, perché il prodotto può attraversare passaggi articolati tra pesca, acquacoltura, importazione, trasformazione, distribuzione, ristorazione e vendita al dettaglio.
In questo contesto, etichettatura e tracciabilità non sono dettagli burocratici. Sono elementi che incidono sulla fiducia del consumatore, sulla trasparenza del mercato e sulla tutela delle imprese che operano correttamente. Un’indicazione incompleta, ambigua o non coerente sull’origine, sulla denominazione commerciale o sulla natura del prodotto può alterare la concorrenza e indebolire il valore di chi investe in qualità e conformità.
In occasione dell’anniversario, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha definito i quarant’anni dell’ICQRF “un traguardo straordinario”, richiamando l’impegno dello Stato a tutela della qualità, della trasparenza e della legalità del sistema agroalimentare. Il ministro ha sottolineato anche il ruolo dei controlli nella difesa del Made in Italy dalle frodi, dalle contraffazioni e dall’Italian sounding.
Lollobrigida ha inoltre collegato questo percorso al lavoro della Cabina di Regia dei controlli agroalimentari, resa permanente per rafforzare il coordinamento tra le amministrazioni competenti, migliorare l’analisi del rischio, evitare duplicazioni e rendere i controlli più efficaci e mirati. Un passaggio importante, perché nelle filiere complesse la qualità del controllo dipende anche dalla capacità delle istituzioni di dialogare tra loro e di intervenire dove il rischio è più concreto.
Il Capo Dipartimento dell’ICQRF, Felice Assenza, ha evidenziato l’evoluzione dell’Amministrazione attraverso il potenziamento degli strumenti investigativi, dei laboratori e delle tecnologie digitali. Tra le innovazioni richiamate figurano i registri telematici del vino e dell’olio di oliva, il sistema TRACE-COI per le importazioni biologiche, il Registro Unico dei Controlli e le banche dati dedicate alla vigilanza sulle produzioni certificate.
Il Report 2025 evidenzia anche il rafforzamento dell’attività contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare. I controlli effettuati ai sensi del decreto legislativo n. 198/2021 sono passati dai 488 del 2023 ai 3.536 del 2025. È un dato che sposta l’attenzione oltre il prodotto in sé, verso la qualità dei rapporti commerciali lungo la catena del valore.
Per il comparto ittico, questo tema ha un peso concreto. La competitività non passa soltanto dalla disponibilità di prodotto o dal prezzo, ma anche dalla correttezza delle informazioni, dalla lealtà nei rapporti di filiera e dalla capacità di distinguere chi lavora in modo trasparente da chi sfrutta zone d’ombra del mercato.
La presentazione ufficiale del Report Attività 2025 si terrà il 16 luglio alle ore 11 presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. La ricorrenza dell’Ispettorato sarà celebrata insieme all’Ordine degli Agronomi e Forestali, che ricorda il cinquantesimo anniversario del riordino della professione e dell’istituzione del Consiglio dell’Ordine.
A quarant’anni dalla sua istituzione, l’ICQRF conferma una funzione essenziale: presidiare la legalità delle filiere agroalimentari e contribuire alla credibilità del sistema produttivo italiano. Anche l’ittico, pur non essendo il centro specifico della ricorrenza, rientra pienamente in questa partita. Perché dove ci sono origine, denominazione, tracciabilità e valore commerciale, il controllo pubblico non è un passaggio accessorio: è una condizione di fiducia.
