Al Seafood Expo Global 2026 di Barcellona, lo Speciale Italia di Pesceinrete entra in un tema decisivo per il futuro del comparto: la capacità delle imprese italiane di presentarsi sui mercati internazionali non solo con buoni prodotti, ma con una filiera riconoscibile, organizzata e capace di innovare.
Nelle interviste realizzate a Barcellona, Giulio Gerli di gpromer, Fiorella Zabatta, assessora regionale della Regione Campania e Francesco Crocella di Nettuno Alimentari restituiscono tre prospettive diverse ma collegate: l’impresa che integra più fasi della filiera, il ruolo dei territori nel sostenere gli operatori e la spinta verso nuovi prodotti pensati per consumatori e mercati in evoluzione.
Per Giulio Gerli, la presenza al Seafood Expo Global è ormai un passaggio quasi obbligato per i player del comparto ittico. gpromer porta a Barcellona una storia imprenditoriale che attraversa pesca, trasformazione e distribuzione, con attività che spaziano dal tonno rosso nel Mediterraneo al polpo, fino ai fish burger destinati al retail e al consumo finale. Il suo intervento richiama anche un tema più ampio: il Made in Italy ittico ha una forza riconosciuta, ma deve essere sostenuto da investimenti, visione internazionale e collaborazione tra pubblico e privato.
La testimonianza di Fiorella Zabatta porta dentro lo Speciale Italia il punto di vista della Regione Campania. La presenza a Barcellona viene raccontata come un’occasione per accompagnare otto operatori del settore, aziende impegnate nella produzione ittica e realtà organizzate della filiera. Tra queste anche Organizzazioni di Produttori legate alla mitilicoltura, comparto importante per il territorio campano e caratterizzato, in alcuni casi, da una continuità imprenditoriale arrivata fino alla sesta generazione.
Il messaggio centrale è quello della rete. Per sostenere gli operatori del mercato ittico, l’assessora richiama la necessità di favorire collaborazione, unione di filiera e condivisione di esperienze. È da questo lavoro comune che possono nascere buone pratiche, progetti e percorsi capaci di rendere più forte il sistema. In una fiera internazionale, il territorio non si presenta quindi come somma di singole aziende, ma come ecosistema produttivo che prova a rafforzare la propria identità e la propria capacità di stare sul mercato.
Il tema della sostenibilità emerge in modo concreto attraverso la mitilicoltura. Zabatta cita giovani operatori, alla quarta generazione, impegnati nella sperimentazione di un macchinario proveniente dall’Olanda per il recupero dei retini. Un esempio che collega innovazione, tutela ambientale e attività produttiva, aprendo la strada a soluzioni capaci di ridurre l’impatto dei materiali utilizzati nelle attività ittiche.
Questo passaggio si collega al quadro generale tracciato dagli organizzatori del Seafood Expo Global, che nell’edizione 2026 hanno dato spazio a temi come sostenibilità, trasparenza della catena di approvvigionamento, innovazione nell’acquacoltura e nuove soluzioni per l’intera filiera. Le interviste raccolte da Pesceinrete mostrano come queste parole entrino ormai nelle scelte quotidiane delle imprese e dei territori.
Con Francesco Crocella di Nettuno Alimentari, il racconto torna sul prodotto e sulla capacità di intercettare i nuovi trend di consumo. L’azienda ha presentato a Barcellona nuove referenze a marchio Jui-sì e Blue Mares, tra cui prodotti orientali prefritti, già pronti all’uso, pensati per le nuove generazioni, e piatti pronti a base di sgombro e branzino con verdure già preparate.
È una direzione che racconta l’evoluzione del mercato. Il prodotto ittico continua a essere legato a qualità, origine e filiera, ma deve confrontarsi con nuove abitudini di consumo: praticità, rapidità di preparazione, formati pronti e maggiore accessibilità per il consumatore finale. Innovare la gamma significa leggere questi segnali e utilizzare la fiera come occasione per incontrare clienti e fornitori da tutto il mondo.
Il filo che unisce le tre interviste è chiaro: il settore ittico italiano ha bisogno di presenza internazionale, ma anche di organizzazione, investimenti, collaborazione e prodotti capaci di parlare ai mercati contemporanei. La competitività non si gioca più su un solo piano. Riguarda la filiera, il territorio, la trasformazione, la sostenibilità, la capacità commerciale e la lettura dei nuovi consumi.
Questo nuovo video dello Speciale Italia di Pesceinrete racconta quindi un volto diverso del Seafood Expo Global 2026: quello di un’Italia ittica che prova a fare sistema, portando a Barcellona esperienze imprenditoriali, radicamento territoriale e nuove idee di prodotto. In un mercato globale sempre più competitivo, esserci non basta. Serve arrivare con una visione, con una filiera credibile e con la capacità di trasformare il valore del Made in Italy in opportunità concrete.