Italian Oyster Fest 2026: alla Spezia cresce il peso dell’ostricoltura italiana

Dal 22 al 24 maggio torna l’Italian Oyster Fest: istituzioni, imprese e operatori a confronto sulle prospettive della filiera ostricola italiana tra sostenibilità, innovazione e blue economy

Italian Oyster Fest 2026

Alla Spezia si prepara la quarta edizione dell’Italian Oyster Fest, il festival dedicato all’ostrica italiana in programma dal 22 al 24 maggio. La manifestazione sarà presentata ufficialmente oggi, giovedì 7 maggio, alle ore 11, nella Sala Trasparenza della Regione Liguria.

L’appuntamento conferma il crescente interesse attorno a una filiera che, negli ultimi anni, ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più riconoscibile all’interno dell’acquacoltura italiana. Non si tratta soltanto di un evento promozionale, ma di un momento di confronto tra istituzioni, imprese, operatori, mondo della ricerca e rappresentanti della distribuzione.

Alla conferenza stampa prenderanno parte diversi protagonisti del comparto: l’assessore regionale alla Pesca e Acquacoltura Alessandro Piana, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana, il presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria e del GAL Fish Liguria Enrico Lupi, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Bruno Pisano, il presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre Lorenzo Viviani, la responsabile del settore Agroalimentare di Legacoop Liguria Lara Servetti, il direttore dell’Organizzazione Produttori Mitilicoltori Spezzini Federico Pinza e il presidente della Cooperativa Mitilicoltori Associati Paolo Varrella.

L’Italian Oyster Fest è promosso dal GAL Fish Liguria in collaborazione con la Camera di Commercio Riviere di Liguria e con il coinvolgimento degli enti territoriali e portuali. La Spezia si conferma così uno dei luoghi centrali per il dibattito nazionale sull’ostricoltura, sulla mitilicoltura e, più in generale, sulle prospettive dell’acquacoltura sostenibile.

L’ostrica italiana rappresenta oggi una produzione di particolare interesse per il settore ittico. Il suo allevamento ha un basso impatto ambientale, non richiede mangimi e si inserisce in contesti costieri e lagunari dove qualità delle acque, competenza tecnica e radicamento territoriale diventano elementi determinanti.

Dalla Sacca degli Scardovari alle lagune toscane, dalla Liguria ad altre aree vocate del Paese, l’ostricoltura italiana sta costruendo una propria identità produttiva. È una filiera ancora di nicchia rispetto ad altri comparti dell’acquacoltura, ma con margini di crescita interessanti, soprattutto nei mercati dove tracciabilità, sostenibilità e origine del prodotto incidono sempre di più sulle scelte di acquisto.

La quarta edizione del festival sarà dedicata anche ai temi dell’innovazione, della qualità e della rintracciabilità. Al centro del confronto ci saranno le tecniche di allevamento, la gestione delle acque, i sistemi di certificazione, l’evoluzione dei consumi e le opportunità per le imprese italiane.

L’Italian Oyster Fest assume quindi una doppia funzione: da un lato avvicina il grande pubblico a un prodotto identitario e ancora poco conosciuto; dall’altro offre agli operatori uno spazio qualificato per discutere di mercato, normativa, ricerca e sviluppo tecnologico.

L’appuntamento del 22-24 maggio alla Spezia sarà dunque un’occasione per fare il punto sullo stato dell’ostricoltura italiana e sulle sue prospettive all’interno della blue economy nazionale. Un settore che, pur mantenendo una forte dimensione territoriale, guarda con crescente attenzione ai mercati, alla sostenibilità e alla valorizzazione del prodotto italiano.

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