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Acciughe, un mese di stop aggiuntivo per tutelare la risorsa

Il decreto del Masaf dispone lo stop obbligatorio dal 15 maggio al 14 giugno 2026 per le unità attive tra San Benedetto del Tronto e Gallipoli

Davide Ciravolo by Davide Ciravolo
15 Maggio 2026
in In evidenza, Istituzioni, Nazionali, News, Pesca, Sostenibilità
fermo pesca acciughe

Da oggi, 15 maggio, al 14 giugno 2026 la pesca delle acciughe si fermerà per un mese in più nell’areale compreso tra San Benedetto del Tronto e Gallipoli. Lo prevede un decreto della Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del Masaf, che introduce un ulteriore fermo spazio-temporale obbligatorio per tutte le unità che operano con il sistema “volante”.

Il provvedimento si inserisce nel quadro delle misure per la pesca dei piccoli pelagici nel Mar Mediterraneo e delle misure specifiche per il Mare Adriatico relative all’annualità 2026. Non si tratta quindi di una scelta isolata, ma di un intervento aggiuntivo dentro una disciplina più ampia, costruita per regolare uno dei segmenti più sensibili della pesca italiana.

Le acciughe rappresentano una risorsa centrale per molte marinerie e per l’intera filiera dei piccoli pelagici. Ogni modifica ai tempi di pesca incide direttamente sull’organizzazione delle imprese, sulla programmazione degli sbarchi e sulla disponibilità di prodotto. Per questo il fermo aggiuntivo non è soltanto un adempimento tecnico, ma una misura destinata ad avere effetti concreti sul lavoro quotidiano degli operatori coinvolti.

Il decreto richiama quanto emerso durante il tavolo di partenariato dell’11 maggio 2026, nel quale è stata valutata l’opportunità di prevedere una chiusura spazio-temporale aggiuntiva per la flotta operante con sistema volante da San Benedetto del Tronto a Gallipoli, anche in considerazione dello stato della risorsa.

Per le imprese interessate, un mese di stop obbligatorio significa riorganizzare attività, equipaggi, forniture e rapporti commerciali. È un sacrificio operativo evidente, soprattutto in una fase dell’anno in cui la continuità degli sbarchi ha un peso importante per la filiera.

Allo stesso tempo, il provvedimento conferma quanto la gestione dei piccoli pelagici sia diventata una partita sempre più delicata. Acciughe e sardine sono specie strategiche, ma anche esposte a pressioni ambientali, variazioni degli stock e dinamiche produttive che richiedono un monitoraggio costante.

Il punto resta trovare un equilibrio tra tutela della risorsa, continuità economica delle imprese e tenuta della filiera. Un equilibrio difficile, soprattutto per chi vive quotidianamente il mare come luogo di lavoro, ma sempre più necessario per garantire futuro e sostenibilità a uno dei comparti più importanti della pesca nazionale.

Tags: acciugheacciughe AdriaticoFermo pescaflotta volantegestione della pescaMasafpesca Adriaticopesca italianapiccoli pelagicirisorse ittiche
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Davide Ciravolo

Davide Ciravolo

Autore Pesceinrete, retail ittico e mercati seafood Davide Ciravolo è autore Pesceinrete. Si occupa di mercati, distribuzione e scenari commerciali della filiera ittica, con particolare attenzione al rapporto tra prodotto, retail e consumi. La sua esperienza come ex buyer di Esselunga gli permette di osservare il settore seafood anche dal punto di vista della GDO e delle dinamiche di assortimento.

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