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UE e pesca mediterranea, l’allarme di Unci AgroAlimentare: “Misure inapplicabili, settore a rischio”

Il presidente Scognamiglio denuncia le nuove proposte di Bruxelles: riduzioni dello sforzo di pesca fino al 64% e limiti aggiuntivi alle catture. “Norme irragionevoli che mettono in crisi imprese, lavoratori e comunità costiere”

Redazione by Redazione
27 Novembre 2025
in News, Pesca, Unci AgroAlimentare
Ue pesca

“Ancora una volta l’Ue prende di mira la pesca, penalizzando imprese e lavoratori italiani con misure punitive, che rischiano di compromettere seriamente e definitivamente il settore. Una linea che respingiamo e contrastiamo con fermezza, perché assolutamente ingiusta e inaccettabile”.

Così Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale di Unci AgroAlimentare.

“Le proposte della Commissione europea – prosegue il dirigente dell’associazione del mondo cooperativistico – sulla regolamentazione della pesca nel Mar Mediterraneo sono insostenibili. Si chiede di ridurre lo sforzo di pesca con il sistema a strascico del 64% e con i palangari del 25%, oltre ai limiti stringenti per le catture di gamberi e pelagici. Si tratta di restrizioni che non potranno mai essere applicate senza un definitivo crollo del comparto, già duramente colpito. Nonostante i pescatori e le organizzazioni di rappresentanza siano sempre state disponibili al confronto e pronte ad assumersi le proprie responsabilità, per modernizzare il settore e renderlo più sostenibile in termini di protezione dell’ambiente e di conservazione dello stock ittico e la biodiversità dei nostri mari, le politiche di Bruxelles si dimostrano irragionevoli e ostili, non tenendo in alcun conto le esigenze degli operatori e le ricadute delle decisioni assunte dalle istituzioni comunitarie. Non a caso abbiamo sempre denunciato mancanza di volontà e capacità di ascolto, un vero e proprio deficit democratico, che tristemente in questi anni abbiamo dovuto constatare. Burocrati, tecnocrati e politici poco inclini a considerare le ragioni del lavoro, i destini di intere famiglie, le prospettive di numerose imprese e delle comunità costiere che vivono delle attività di pesca, il futuro di un’intera filiera produttiva, fiore all’occhiello dell’agroalimentare italiano, ma anche la possibilità e il diritto dei consumatori di approvvigionarsi di prodotti nazionali di qualità, dimostrano di non guardare agli interessi generali e di agire in modo irrazionale e ingiustificato.
Le misure che l’Unione europea intende imporre infatti risultano ancora più immotivate alla luce della profonda e drammatica evoluzione del quadro della pesca italiana, che ha visto una significativa diminuzione delle imbarcazioni delle marinerie del nostro Paese e un ampliamento delle aree interdette alla pesca, con una conseguente riduzione dell’impatto delle attività”.

“Siamo quindi pronti – ha concluso Scognamiglio – a dare battaglia in tutte le sedi, affinché siano respinte le proposte della Commissione, che è chiamata ad ascoltare le istanze di lavoratori e imprese, e si avvii un nuovo percorso completamente diverso, nel quale si valutino in maniera equilibrata anche le compatibilità economiche e occupazionali. Consideriamo positivamente la posizione assunta dal sottosegretario Patrizio La Pietra, a nome del Ministero e del governo, di netta critica della linea Ue e l’intenzione di respingere tali misure in seno all’organismo dell’Agrifish, chiedendone una radicale modifica”.

Tags: Gennaro Scognamigliomisure Ue pescapesca mediterraneapolitica europea pescaregolamento Ue pescasettore ittico italianoUNCI Agroalimentare
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