• HOME
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
mercoledì 16 Settembre, 2026
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home Istituzioni

La Cucina Italiana è Patrimonio dell’Umanità

Il Ministro dell’Agricoltura esulta per l’iscrizione della Cucina Italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale e ripercorre il lungo iter che ha portato al sì del Comitato UNESCO a Nuova Delhi

Candida Ciravolo by Candida Ciravolo
11 Dicembre 2025
in Istituzioni, Nazionali, News
Cucina Italiana Patrimonio dell’Umanità

La Cucina Italiana è Patrimonio dell’Umanità. La decisione del Comitato intergovernativo UNESCO, riunito a Nuova Delhi ieri, 10 dicembre 2025, porta la tradizione culinaria italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale e diventa subito un fatto politico, economico e identitario. A rivendicarlo è il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che nel giorno del via libera parla di vittoria per l’intero Paese.

“La Cucina Italiana è Patrimonio dell’Umanità. Oggi l’Italia ha vinto ed è una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale”.

Lollobrigida lega il riconoscimento alla dimensione profonda della cultura nazionale: non solo un omaggio al gusto, ma il sigillo su un patrimonio di gesti, saperi, relazioni. È una chiave che torna anche nella seconda parte della sua dichiarazione:

“Questo riconoscimento celebra la forza della nostra cultura che è identità nazionale, orgoglio e visione. La Cucina Italiana è il racconto di tutti noi, di un popolo che ha custodito i propri saperi e li ha trasformati in eccellenza, generazione dopo generazione”.

Il Ministro insiste su un aspetto: la candidatura non è il risultato di un’operazione calata dall’alto, ma la fotografia di una comunità allargata che tiene insieme famiglie, agricoltori, produttori, ristoratori.

“È la festa delle famiglie che tramandano sapori antichi, degli agricoltori che custodiscono la terra, dei produttori che lavorano con passione, dei ristoratori che portano nel mondo il valore autentico dell’Italia. A loro e a chi ha lavorato con dedizione a questa candidatura va il mio più profondo ringraziamento”.

Il passaggio UNESCO, però, non si esaurisce nella celebrazione. Nella lettura di Lollobrigida c’è anche un piano strategico preciso, che riguarda la difesa del Made in Italy e la competitività delle filiere:

“Questo riconoscimento è motivo di orgoglio ma anche di consapevolezza dell’ulteriore valorizzazione di cui godranno i nostri prodotti, i nostri territori, le nostre filiere. Sarà anche uno strumento in più per contrastare chi cerca di approfittare del valore che tutto il mondo riconosce al Made in Italy e rappresenterà nuove opportunità per creare posti di lavoro, ricchezza sui territori e proseguire nel solco di questa tradizione che l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio dell’Umanità”.

Dietro le parole del Ministro, c’è l’architettura stessa del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO: non collezioni di oggetti, ma l’insieme di pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e abilità che una comunità riconosce come proprie. È un patrimonio vivo, che si trasmette di generazione in generazione, si adatta, si trasforma. Nel caso italiano, questo si traduce in mercati e cucine domestiche, feste popolari e ristoranti, paesaggi agricoli e marini, dialetti e ricettari, in un equilibrio continuo fra memoria e contemporaneità.

L’iter che porta alla decisione di Nuova Delhi inizia il 23 marzo 2023, quando il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e il Ministero della Cultura annunciano la candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Il dossier non sceglie un piatto bandiera, ma un modello culturale: un modo di intendere il cibo fondato su esperienza comunitaria, scelta consapevole delle materie prime, convivialità del pasto, trasmissione dei saperi, rispetto delle stagioni e dei territori.

In questa chiave nasce la definizione di cucina italiana come “cucina degli affetti”: il luogo in cui si intrecciano memoria, cura, relazioni, identità. Le ricette non sono semplici istruzioni tecniche, ma storie di famiglie e comunità, specchio del legame tra paesaggi naturali e vita quotidiana, tra chi produce e chi consuma.

La candidatura si regge anche sull’impegno di tre soggetti che, nel tempo, hanno costruito una memoria organizzata della cucina italiana. L’Accademia Italiana di Cucina, fondata nel 1953, ha lavorato per decenni alla documentazione e allo studio delle tradizioni gastronomiche. La Fondazione Casa Artusi, nata nel 2007, ha rimesso al centro la cucina domestica raccontata da Pellegrino Artusi, facendone un laboratorio contemporaneo. La rivista “La Cucina Italiana”, in edicola dal 1929, ha attraversato quasi un secolo di trasformazioni del gusto, delle tecniche, degli stili di vita.

Dal punto di vista comunicativo, il percorso si apre simbolicamente il 1° luglio 2023 con il lancio della candidatura sul veliero scuola Amerigo Vespucci, in partenza per il Tour Mondiale Vespucci e il Villaggio Italia. La nave diventa ambasciatrice itinerante della cucina nazionale, con eventi e racconti in diversi porti del mondo.

Il 4 agosto 2023, al Parco Archeologico di Pompei, la presentazione del logo ufficiale della candidatura – ideato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – salda idealmente passato e presente, patrimonio archeologico e cultura del cibo.

A fine anno, il 14 dicembre 2023, la conferenza “Italian Space Food” all’Ambasciata d’Italia a Washington introduce un’altra immagine forte: la pasta italiana che viaggia nello spazio con la missione Axiom 3, lanciata il 10 gennaio 2024 con prodotti italiani a bordo della ISS. Una scena pensata per raccontare come tradizione e innovazione possano convivere nella stessa storia.

Nel biennio 2024–2025 la candidatura entra stabilmente sull’agenda dei grandi eventi. Il G7 Agricoltura di Ortigia, l’iniziativa “Agricoltura È” a Roma e le principali fiere agroalimentari europee e mondiali diventano palcoscenici per spiegare la Cucina Italiana come sintesi di filiere produttive, territori, politiche pubbliche. In parallelo, la presenza in contesti sportivi di rilievo – dal Concorso ippico di Piazza di Siena alla Ryder Cup, dal Giro d’Italia al campionato mondiale di rugby – permette di associare il racconto del cibo a quello dello sport, del turismo, dell’immagine complessiva del Paese.

Il 10 giugno 2025, il gran finale del Tour Vespucci a Genova, con lo spettacolo di droni dedicato alla cucina italiana come patrimonio culturale, segna uno dei momenti simbolici di questa campagna. Pochi giorni dopo, il 29 giugno 2025, un grande evento a New York porta il tema nel cuore di Manhattan, con proiezioni a Times Square e un appuntamento al Gotham Hall alla presenza delle istituzioni e dell’ICE.

Il 21 settembre 2025, con “Il pranzo della domenica – Italiani a tavola”, la candidatura si trasforma in un rito condiviso: centinaia di piazze italiane e numerose ambasciate nel mondo ospitano momenti dedicati alla convivialità, riportando l’attenzione sulla tavola come spazio di relazione e identità.

Sul piano tecnico, il 10 novembre 2025 arriva il primo parere positivo sul dossier “La Cucina Italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale”. La decisione del 10 dicembre 2025 da parte del Comitato intergovernativo UNESCO chiude l’iter e apre una fase nuova, di tutela attiva.

Qui si innesta la lettura politica di Lollobrigida: il riconoscimento come leva per rafforzare il valore delle produzioni italiane, combattere le imitazioni, dare più peso alle filiere interne e alle comunità che vivono di cibo e di turismo. La cucina italiana, da oggi, è anche formalmente un bene immateriale dell’umanità. La sfida, per chi governa e per chi lavora lungo la filiera, sarà far sì che questo titolo resti ancorato all’autenticità quotidiana delle cucine, delle campagne, dei territori che lo hanno reso possibile.

Tags: agroalimentarecucina italianaCultura del ciboDiplomazia del ciboFrancesco LollobrigidaMade in ItalyPatrimonio culturale immaterialePolitiche agricoleTradizioni popolariUnesco
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Coldiretti: taglio 2/3 giornate affonda flotta Italia

Prossimo articolo

ASC riscrive le regole dell’acquacoltura responsabile

Candida Ciravolo

Candida Ciravolo

Autrice Pesceinrete Candida Ciravolo collabora con Pesceinrete nella produzione di contenuti dedicati alla filiera ittica. I suoi articoli affrontano temi legati a mercati, imprese, sostenibilità, acquacoltura, eventi e trasformazioni del settore, con un taglio informativo pensato per rendere più chiari i cambiamenti che attraversano il comparto.

Articoli Correlati

quote di pesca UE-Mauritania

Accordo UE-Mauritania: quote sottoutilizzate, ma la flotta dei crostacei ha poche alternative

by Mariella Ballatore
16 Settembre 2026

L’accordo di pesca tra Unione europea e Mauritania risulta sovradimensionato nel suo volume complessivo, ma non per tutte le attività....

marcatori genetici per le vongole

Vongole, un nuovo strumento genetico per selezione e tutela

by Tiziana Indorato
16 Settembre 2026

Un gruppo internazionale di ricerca ha sviluppato il primo pannello genomico a media densità destinato contemporaneamente alla vongola verace filippina...

pianificazione dello spazio marittimo

Pianificazione dello spazio marittimo, l’UE prepara una gara da 3,6 milioni

by Candida Ciravolo
15 Settembre 2026

La Commissione europea prepara una gara da 3,6 milioni di euro per il nuovo ciclo del meccanismo di assistenza alla...

import italiano di pesci lavorati

Pesci lavorati, l’import italiano supera 3,2 miliardi nel 2025

by Luca Di Noto
15 Settembre 2026

Nel 2025 l’Italia ha importato pesci lavorati per 3,204 miliardi di euro, il 6% in più rispetto all’anno precedente. Le...

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.







Articoli più letti

  • 10 pesci costosi e prelibati
  • Le specie di sarago del Mediterraneo
  • Pesci con più e meno mercurio
  • Molva, una ricchezza del Mare del Nord
  • Molluschi bivalvi: descrizione e caratteristiche
  • Congelare il tonno in scatola
  • Gattuccio e palombo, gli squali buoni da mangiare
  • Triglia: caratteristiche e proprietà nutrizionali
  • Mangiare il tonno crudo: vantaggi e pericoli
  • Sgombro e lanzardo, pesce azzurro per il cuore
Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura. In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

Newsletter

Categorie

  • News Ittico
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Associazioni di categoria
  • Sindacati
  • ONG
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas
  • Nutrizione e salute
  • Approfondimenti
  • Chi siamo
  • Policy editoriali
  • Partner
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Mappa del sito

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits

Pesceinrete
Gestisci Consenso

Usiamo cookie tecnici per far funzionare il sito, e cookie statistici (anche di terze parti) per capire come viene usato e migliorarlo. Puoi accettare tutto, rifiutare tutto o scegliere quali attivare — restando comunque libero di navigare senza restrizioni.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Personalizza
  • {title}
  • {title}
  • {title}
  • Home
  • Nutrizione e salute
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits