Pesca e acquacoltura UE, si decide adesso: Bruxelles chiama il settore a scrivere la Vision 2040

La Commissione europea apre la consultazione pubblica sulla strategia che guiderà pesca, acquacoltura e trasformazione nei prossimi quindici anni: al centro lavoro, investimenti, sostenibilità, competitività e semplificazione

Vision 2040 pesca acquacoltura

La Commissione europea ha aperto una fase di consultazione pubblica per raccogliere contributi su quella che diventerà la Vision 2040 per la pesca e l’acquacoltura, il quadro strategico che dovrà accompagnare il settore nei prossimi quindici anni. Si tratta di un passaggio rilevante per l’intera filiera, perché la nuova visione europea punta ad affrontare in modo strutturale le criticità che oggi incidono sulla tenuta economica, sociale e produttiva del comparto.

L’obiettivo dichiarato è definire una prospettiva di lungo periodo capace di rafforzare, allo stesso tempo, sostenibilità e competitività. Il tema riguarda da vicino non solo la pesca e l’acquacoltura in senso stretto, ma anche la trasformazione degli alimenti acquatici e, più in generale, la capacità dell’Europa di mantenere una filiera ittica solida sul piano produttivo e industriale.

La Commissione riconosce che il settore svolge un ruolo centrale per la sicurezza alimentare europea e per il sostegno alle comunità costiere. Allo stesso tempo, evidenzia pressioni sempre più forti: l’invecchiamento della forza lavoro, il ricambio generazionale insufficiente, la vulnerabilità agli shock esterni, la dipendenza dai combustibili fossili e la necessità di garantire uno sfruttamento sostenibile degli stock ittici. Sono fattori che, combinati, rendono indispensabile una pianificazione di medio-lungo periodo.

La futura Vision 2040 sarà costruita attorno a quattro dimensioni interconnesse: domanda di cibo acquatico, offerta di cibo acquatico, forza lavoro, infrastrutture e finanziamenti. A queste si aggiunge un tema trasversale particolarmente sentito dagli operatori: la semplificazione, con l’obiettivo di raggiungere i risultati in modo proporzionato ed economicamente sostenibile.

Per il comparto, questo passaggio non va letto come una semplice consultazione formale. È una finestra concreta per far emergere priorità, bisogni e proposte, in un momento in cui il settore europeo è chiamato a gestire insieme transizione energetica, competitività internazionale, tenuta occupazionale e capacità di innovazione lungo la catena del valore.

La Commissione invita a partecipare una platea ampia di soggetti: rappresentanti della pesca, organizzazioni di produttori, operatori dell’acquacoltura e della trasformazione, mondo scientifico e accademico, organizzazioni della società civile, autorità nazionali, regionali e locali, partner sociali ed economici, oltre ai cittadini. I contributi potranno essere inviati attraverso il portale europeo “Dì la tua”.

L’invito a presentare contributi resterà aperto fino al 24 marzo 2026. Il feedback raccolto in questa fase confluirà direttamente nella definizione della Vision 2040, che sarà affiancata anche da un dialogo strutturato con gli stakeholder su temi chiave come condizioni di concorrenza, sicurezza alimentare, conservazione delle risorse biologiche marine e transizione verde, digitale e sociale delle comunità costiere.

Per la filiera ittica italiana, partecipare significa provare a incidere ora su un impianto strategico che potrà influenzare scelte, priorità e strumenti dei prossimi anni. In una fase in cui il settore chiede investimenti, regole più chiare e prospettive più stabili, far arrivare una voce competente a Bruxelles può fare la differenza.

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