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Europee e nuovi timori per il settore della pesca

Il direttore generale di Europêche ha espresso preoccupazioni riguardo a come l'inclinazione a destra del Parlamento possa influenzare negativamente le politiche della pesca

Antonio Giammalvo by Antonio Giammalvo
13 Giugno 2024
in Associazioni di categoria, Europee, In evidenza, Istituzioni, News, Pesca, Sostenibilità
Europee e nuovi timori per il settore della pesca

Europee e nuovi timori per il settore della pesca

Europee e nuovi timori per il settore della pesca – Recenti cambiamenti nell’orientamento politico del Parlamento Europeo potrebbero avere implicazioni significative per il settore della pesca in Europa. Il direttore generale di Europêche, Daniel Voces de Onaíndi, in una recente dichiarazione, ha espresso preoccupazioni riguardo a come l’inclinazione a destra del Parlamento possa influenzare negativamente le politiche della pesca.

Le scorse elezioni europee hanno portato a una marcata inclinazione a destra nella composizione dei 720 membri del Parlamento Europeo. Questo spostamento politico potrebbe compromettere l’autorità di regolamentazione della Commissione Europea e dell’ufficio del Commissario Europeo per l’Ambiente, gli Oceani e la Pesca, favorendo invece un maggiore controllo delle politiche da parte dei singoli stati membri.

Voces de Onaíndi ha evidenziato come la nazionalizzazione delle politiche sulla pesca possa comportare una gestione frammentata e non coordinata, con ogni paese che privilegia i propri interessi nazionali. Questo scenario potrebbe portare a problemi come la pesca eccessiva e l’accaparramento illegale delle quote di pesca, simili alle pratiche recentemente osservate in Norvegia riguardo ai piccoli pelagici e al merluzzo nell’Atlantico.

La gestione della pesca è un compito intrinsecamente transnazionale poiché i pesci non riconoscono i confini nazionali. Voces de Onaíndi ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra i paesi per una gestione efficace delle risorse ittiche, specialmente in risposta agli effetti del cambiamento climatico.

La Brexit ha complicato la gestione della pesca nell’Atlantico nord-orientale, creando tensioni e difficoltà nei negoziati tra l’UE, il Regno Unito e altri paesi. Questo esempio serve da monito su come la disintegrazione delle politiche comuni possa creare più problemi che soluzioni.

La politica comune della pesca (PCP) dell’UE stabilisce standard per le attività di pesca sia delle navi dell’UE che di quelle che operano nelle acque dell’UE. Le revisioni della PCP, approvate nel 2023 con il contributo di Europêche e altri gruppi, mirano a garantire pratiche di pesca sostenibili. Voces de Onaíndi ha evidenziato come la PCP fornisca un quadro unificato cruciale per la sostenibilità delle risorse ittiche europee.

Sebbene la PCP presenti delle lacune, abbandonarla a favore di politiche nazionali potrebbe aggravare i problemi. La soluzione proposta da Voces de Onaíndi consiste nel perfezionare e adattare la PCP per rispondere meglio alle esigenze degli Stati membri e affrontare le sfide attuali e future, come la sicurezza alimentare, la crisi energetica e il cambiamento climatico.

Europee e nuovi timori per il settore della pesca

 

Tags: gestione delle risorse ittichePolitica Comune della Pesca
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