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Home Istituzioni Europee

Nuove semplificazioni UE per la pesca pelagica non smistata

Pubblicato il primo elenco di porti abilitati alla deroga sul margine di tolleranza: un passo avanti atteso da tempo dal settore

Alice Giacalone by Alice Giacalone
19 Maggio 2025
in Europee, In evidenza, Istituzioni, Pesca, Sostenibilità
deroga al margine di tolleranza per la pesca pelagica

deroga al margine di tolleranza per la pesca pelagica

La deroga al margine di tolleranza per la pesca pelagica è ora realtà: la Commissione europea ha pubblicato il primo elenco di porti di sbarco abilitati a questo regime semplificato, rispondendo a una richiesta strutturale del settore.

Si tratta di una misura fortemente attesa dagli operatori, che permette una maggiore flessibilità nella dichiarazione delle catture nei giornali di bordo, a patto che vengano rispettate rigorose condizioni di controllo nei porti selezionati.

Meno oneri amministrativi, più efficienza operativa

Con la pubblicazione dell’elenco dei porti autorizzati, l’Unione Europea punta a ridurre gli oneri amministrativi per gli operatori della pesca pelagica non smistata, mantenendo al contempo alti standard di tracciabilità e legalità.

Il margine di tolleranza si riferisce alla differenza ammessa tra la stima iniziale delle catture fornita dal comandante del peschereccio e il peso effettivo del pescato. La deroga consente un margine più ampio, evitando sanzioni per scostamenti minimi nei casi in cui il prodotto venga sbarcato direttamente senza cernita.

Tuttavia, questo vantaggio si applica solo nei porti inclusi nell’elenco, che devono disporre di infrastrutture e procedure di controllo riconosciute come affidabili dalla Commissione.

Condizioni rigorose per accedere alla deroga

L’accesso alla deroga al margine di tolleranza per la pesca pelagica non è automatico: i porti devono dimostrare di possedere criteri stringenti in termini di monitoraggio, sistemi di pesatura certificati e presenza di personale incaricato ai controlli.

Tali garanzie permettono di conciliare flessibilità e rigore: la semplificazione della comunicazione delle catture si accompagna a un rafforzamento della tracciabilità, con ricadute positive in termini di trasparenza, sostenibilità e qualità del dato.

Anche i porti di paesi terzi possono essere inclusi, se in grado di garantire lo stesso livello di controllo. L’elenco, destinato a essere aggiornato regolarmente, rappresenta quindi un sistema dinamico che premia le realtà meglio strutturate.

Una misura attesa dal settore e prevista dal nuovo regolamento

La deroga si inserisce nel quadro del nuovo Regolamento (UE) 2024/1474 sul controllo della pesca, e si applica specificamente agli sbarchi di piccoli pelagici e tonni tropicali non sottoposti a cernita.

La misura è stata approvata in sede di revisione regolamentare proprio per rispondere alle difficoltà operative degli operatori del settore, spesso costretti a confrontarsi con margini di errore irrisori in scenari logistici complessi.

Secondo la Commissione, questa novità offrirà benefici tangibili in termini di efficienza, pur garantendo la correttezza delle dichiarazioni e il pieno rispetto delle norme UE in materia di controllo.

La deroga al margine di tolleranza per la pesca pelagica rappresenta un punto di svolta nella gestione degli sbarchi non smistati in Europa. È un compromesso intelligente tra esigenza di semplificazione e dovere di controllo, che avvicina la normativa alle reali condizioni operative delle imprese.

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Tags: controllo sbarchimargine di tolleranzapesca pelagicapolitiche europee pescaporti di sbarcoregolamento Ue pescasemplificazione pescaUE pesca
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