Agrifish: “Restano rischi per pescatori”. “Evitato il peggio, ma sul settore rimane la burrasca. Il vertice del Consiglio Ue AgriFish sulle quote di pesca nel Mediterraneo ha migliorato la proposta iniziale della Commissione Ue, portando la riduzione dello sforzo di pesca per il comparto dello strascico nel West Med dal 7,5% al 6% nel 2022, ma lascia non poche ombre sul 2023 e su come venga declinato il sistema dalla TAC sul gambero – spiegano in una nota congiunta Lorenzo Vivani, deputato e capo dipartimento Pesca della Lega, con gli europarlamentari Lega Rosanna Conte (coordinatrice Id in commissione Pesca), Massimo Casanova, Valentino Grant, Annalisa Tardino – La richiesta di Bruxelles di introdurre periodi di fermo per i palangari è stata solo rinviata di un anno, mentre non c’è ancora chiarezza sulla questione dell’Adriatico legata alla Eurocrazia della CGPM e alla disparità tra le lunghezze delle imbarcazioni superiori o inferiori a 24 metri, una questione che causerà malessere nelle marinerie. Tornando allo sforzo di pesca, l’accordo in Consiglio prevede che la riduzione possa contrarsi ulteriormente al 4% se gli Stati adotteranno, su base volontaria, misure tecniche per favorire la selettività delle catture. Su questo punto bisogna evitare che si mettano in atto forme di concorrenza sleale tra i Paesi membri, di cui certo il settore non ha bisogno. A dispetto delle ombre che circondano in questo momento il settore, si intravedono piccoli spiragli che fanno ben sperare. La Lega, a Bruxelles come a Roma e sui territori, continuerà a dare battaglia per difendere gli interessi dei pescatori italiani”.












