
Uno studio scientifico, per determinare la quantità e la qualità del pescato, consentirà di migliorare il piano di gestione della pesca sostenibile nell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara che si trova nella Sardegna sud orientale, nella zona di mare Tirreno che va da capo Boi fino all’area antistante l’isola Serpentara. Il progetto, finanziato dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali con uno stanziamento di 50 mila euro, vedrà una collaborazione sul campo tra il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Cagliari, i biologi dell’Area Marina e la Cooperativa Pescatori di Villasimius, che ospiteranno i ricercatori a bordo dei propri pescherecci.
“Si tratta di uno studio molto importante, che completerà le ricerche già condotte nel 2013 e nel 2015 e permetterà di avere una visione più circostanziata dello stock ittico in Area Marina, e in funzione dei risultati che emergeranno sarà possibile adeguare e ottimizzare il piano di gestione della pesca sostenibile”, spiega il direttore dell’AMP Capo Carbonara, Fabrizio Atzori. “Ma mentre gli studi precedenti erano stati finanziati direttamente dall’Area Marina, è la prima volta che un progetto di questo tipo viene sostenuto dal ministero”, spiega Atzori. Il direttore aggiunge che la ricerca censirà anche i mammiferi marini avvistati, con particolare attenzione ai delfini e ai danni che provocano alle reti.











