20/04/2015 – ISTITUZIONI & POLITICA – I futuri piani di gestione pluriennale della pesca nel Mediterraneo devono puntare su poche specie, che abbiano una rilevanza biologica e commerciale, e non su tutte le risorse ittiche che vengono catturate,
affinché si possa raggiungere l’obiettivo del rendimento massimo sostenibile. Questo è quanto ha sottolineato il sottosegretario alla pesca Giuseppe Castiglione nell’incontro avuto oggi con il responsabile europeo del settore Karmenu Vella.
Il Consiglio dei ministri della pesca dell’Ue in corso a Lussemburgo, sta infatti discutendo il primo piano di gestione – relativo al Mar Baltico – a cui verrà applicata la nuova politica Ue della pesca appena riformata. L’intesa sul Baltico potrebbe quindi costituire un precedente per le altre zone e quindi anche per il Mediterraneo.
Tra i punti più sensibili c’é, ad esempio, la questione di fondo relativa alle prerogative del Consiglio Ue nel fissare le possibilità annuali di pesca all’interno dei vari piani.
Dall’andamento dei lavori – sottolineano esperti Ue – si profila un orientamento generale che consentirà di far partire i negoziati con il Parlamento europeo, in modo da permettere all’Assemblea di votare il prossimo il 27 aprile.












